Gli acidi nucleici sono polimeri lineari aperiodici costituiti dall’unione di monomeri chiamati nucleotidi, ognuno formato da uno zucchero pentoso, una base azotata e uno o più gruppi fosfato. Il legame fosfodiesterico collega il carbonio \(3'\) di uno zucchero al gruppo fosfato che si lega al carbonio \(5'\) dello zucchero successivo, formando lo scheletro della catena polinucleotidica. Le basi azotate si affacciano verso l’interno della catena, mentre lo scheletro zucchero-fosfato rimane esterno, conferendo stabilità alla struttura[1][4].
Nel DNA, lo zucchero presente è il desossiribosio, mentre nell’RNA è il ribosio; la differenza tra i due è data dalla mancanza di un atomo di ossigeno sul carbonio \(2'\) nel desossiribosio rispetto al ribosio[1][2]. Le basi azotate si dividono in due classi: purine a doppio anello (adenina e guanina) e pirimidine a singolo anello (citosina, timina e uracile). Nel DNA le basi sono A, G, C e T; nell’RNA la timina è sostituita dall’uracile[1][2].
La doppia elica del DNA è formata da due filamenti antiparalleli avvolti in senso destrogiro. Le basi di un filamento si appaiano con quelle dell’altro tramite legami idrogeno: adenina si lega sempre con timina mediante due legami idrogeno, mentre citosina si lega a guanina tramite tre legami idrogeno[1][4][5]. Questo accoppiamento mantiene costante la distanza tra i due filamenti in circa \(10 \mathring{A}\), con ogni spira contenente esattamente 10 coppie di basi per una lunghezza totale di \(34 \mathring{A}\). La distanza tra due coppie consecutive è quindi di \(3,4 \mathring{A}\)[4].
Questa complementarità delle basi azotate determina anche che il rapporto quantitativo tra adenina e timina sia sempre uguale a uno così come quello tra guanina e citosina; varia invece il rapporto \((A+T)/(G+C)\) nelle diverse specie[4]. La struttura regolare della doppia elica permette inoltre processi fondamentali come la replicazione semiconservativa del DNA.
Il DNA funge da deposito stabile dell’informazione genetica: contiene tutte le istruzioni necessarie per la sintesi proteica e per il mantenimento dei caratteri ereditari. In ogni cellula umana, il DNA srotolato raggiungerebbe una lunghezza di circa 2 metri ed è sufficientemente resistente da poter essere analizzato anche dopo milioni di anni[3].
L’RNA invece svolge principalmente funzioni trascrizionali e traduttive: trascrive l’informazione dal DNA sotto forma di RNA messaggero (mRNA), che viene poi tradotto dai ribosomi nelle sequenze amminoacidiche delle proteine. L’RNA è generalmente monofilamento ed è più fragile rispetto al DNA; la sua emivita cellulare varia da poche ore a giorni[1][3].
Diversi tipi di RNA coesistono negli organismi: oltre all’mRNA esistono RNA ribosomiale (rRNA), che costituisce circa il 45-50% del peso secco dei ribosomi nei mammiferi, e RNA transfer (tRNA), essenziale per l’incorporazione degli amminoacidi durante la sintesi proteica[4].
La scoperta degli acidi nucleici risale al medico svizzero Johan Friedrich Miescher nel 1869, che isolò un composto ricco di fosfati chiamato nucleina dai leucociti[3]. La ricerca sulla loro struttura subì rallentamenti iniziali a causa della difficoltà nel reperirli in forma pura.
Nel XX secolo W.T. Astbury iniziò a studiare la struttura dei nucleotidi nel 1932 utilizzando tecniche di diffrazione dei raggi X. Successivamente E. Chargaff dimostrò l'equilibrio tra purine e pirimidine contenute nel DNA[1]. La descrizione definitiva della doppia elica venne fornita da James Watson e Francis Crick nel 1953 grazie anche ai dati sperimentali ottenuti da Rosalind Franklin e Maurice Wilkins, con cui condivisero nel 1962 il premio Nobel per la medicina[1][4].
La replicazione del DNA parte da origini specifiche lungo il cromosoma ed avviene bidirezionalmente. Gli enzimi primari coinvolti includono:
- Le elicasi che separano le due eliche.
- Le proteine SSB che stabilizzano i filamenti singoli.
- La DNA polimerasi III che sintetizza il nuovo filamento aggiungendo deossiribonucleotidi trifosfati all’estremità \(3'-OH\).
La sintesi procede esclusivamente in direzione \(5' \to 3'\). Un filamento viene sintetizzato in modo continuo (filamento guida), mentre l’altro in modo discontinuo tramite frammenti di Okazaki (filamento lento)[4]. La polimerasi I rimuove i primer RNA inserendo nuovi nucleotidi, mentre la ligasi unisce i frammenti dando continuità alla catena.
Le attività esonucleasiche delle polimerasi consentono inoltre una correzione degli errori durante la duplicazione, garantendo l’altissima fedeltà richiesta per evitare mutazioni genetiche potenzialmente dannose[4].
Un nucleotide è costituito da un nucleoside (zucchero + base azotata) a cui si aggiunge un gruppo fosfato legato al carbonio \(5'\). L’adenosina monofosfato (AMP), difosfato (ADP) e trifosfato (ATP) rappresentano forme chiave nei processi energetici cellulari: l’ATP è infatti la principale fonte diretta di energia chimica utilizzata dalla cellula per alimentare reazioni metaboliche[2].
Il legame glicosidico che unisce lo zucchero alla base azotata può essere classificato come N-glicosidico quando coinvolge un atomo di azoto della base; tale legame deriva da una reazione di condensazione con eliminazione d’acqua ed esiste sia nella forma alfa sia beta a seconda della configurazione stereochimica attorno al carbonio emiacetalico dello zucchero[2].
Oltre agli acidi nucleici naturali esistono analoghi artificiali come l’acido peptidonucleico o il TNA (acido treofuranosilnucleico), sviluppati in laboratorio per scopi biomedici o teorici sulla genesi della vita. Questi analoghi presentano differenti strutture dello scheletro zuccherino mantenendo potenzialmente capacità simili nella conservazione o trasmissione dell’informazione genetica[1].
Nel nucleo delle cellule eucariote il DNA costituisce la maggior parte del materiale genetico ed è organizzato nei cromosomi associati ad istoni. Nei procarioti come batteri, il materiale genetico non è racchiuso in un nucleo vero ma localizzato nel nucleoide presente nel citoplasma.
L’RNA si trova sia nel nucleo sia soprattutto nel citoplasma dove svolge le sue funzioni traduttive; inoltre alcune forme virali posseggono solo RNA come materiale genetico invece del DNA[1][3][4].
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La complessità strutturale degli acidi nucleici riflette perfettamente le loro molteplici funzioni biologiche essenziali all’interno delle cellule viventi. I dettagli molecolari della doppia elica, del meccanismo replicativo ad alta fedeltà e delle interazioni fra basi azotate forniscono le basi chimiche su cui poggiano i processi fondamentali dell’eredità genetica.
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Acidi_nucleici
[2] https://www.skuola.net/universita/appunti/gli-acidi-nucleici?srslt...
[3] https://www.sifweb.org/sif-magazine/voci-di-supporto/acidi-nucleici
[4] https://www.treccani.it/enciclopedia/acidi-nucleici/
[5] https://www.gmpe.it/chimica/acidi-nucleici
Sto generando il riassunto…