L’analisi termogravimetrica (TGA) si basa sulla misura della variazione di massa di un campione sottoposto a un programma termico controllato. Questa variazione non è casuale ma riflette reazioni chimiche o fisiche che coinvolgono il materiale stesso, come la decomposizione, l'evaporazione, la sublimazione, la dissociazione, il desorbimento, la chemiadsorbimento o l'ossidazione. La perdita o, in casi particolari, l’aumento di massa osservati durante il riscaldamento dipendono strettamente dal tipo di materiale e dall’atmosfera in cui si svolge l’analisi.
Nei materiali organici la perdita di massa è spesso associata alla degradazione termica delle molecole complesse che compongono il campione. A temperature crescenti, le catene polimeriche subiscono rotture dei legami covalenti, liberando prodotti volatili che si allontanano dal campione sotto forma di gas. Questo fenomeno produce una diminuzione netta del peso rilevabile dalla bilancia termica. Il profilo della curva di perdita di peso consente così di identificare i diversi stadi del processo degradativo, ognuno caratterizzato da temperature specifiche alle quali avvengono eventi distinti come la decomposizione della cellulosa o della lignina nel legno.
Nei materiali inorganici, invece, le variazioni di massa possono essere più complesse: oltre alla decomposizione termica dei composti (ad esempio carbonati o idrossidi), si possono osservare trasformazioni quali la perdita di acqua strutturale o fenomeni ossidativi. In atmosfera ossidante la TGA registra spesso una maggiore perdita di peso rispetto a quella inerte per effetto delle reazioni combinate di combustione o ossidazione. Tuttavia alcuni composti metallici possono mostrare un aumento apparente della massa dovuto all’ossidazione superficiale con formazione dello strato ossidico più pesante del metallo originale.
La temperatura rappresenta il parametro primario che determina l’insorgenza degli eventi misurabili tramite TGA. Il controllo rigoroso della temperatura grazie a sistemi basati su termocoppie posizionate vicino al campione permette di associare con precisione ogni variazione di peso al fenomeno chimico-fisico corrispondente. I range tipici utilizzati variano da circa 23-25 °C fino a temperature elevate tra i 1000 e i 1200 °C per applicazioni standard con fornaci in allumina o quarzo, mentre per materiali refrattari speciali (tungsteno, carburo di tungsteno e grafite) si può arrivare fino ad oltre 2400 °C.
La velocità con cui la temperatura viene aumentata influenza direttamente le cinetiche delle reazioni osservate: riscaldamenti troppo rapidi potrebbero mascherare eventi successivi sovrapponendo segnali differenti; viceversa velocità troppo lente rischiano fenomeni secondari come back-reactions che alterano la reale perdita netta del campione. Per questo motivo, i programmi termici adottano velocità variabili da poco più di 0 °C/min fino a valori molto elevati come i 1000 °C/min consentiti da tecnologie avanzate.
L’atmosfera controllata intorno al campione determina l’esito delle trasformazioni chimiche: gas inerti come azoto, elio o argon prevengono reazioni ossidative e favoriscono l’isolamento degli eventi degradativi puramente termici, mentre atmosfere ossidanti (aria, ossigeno puro, anidride carbonica o monossido di azoto) inducono processi aggiuntivi quali combustione e formazione di residui solidi tipici delle ceneri nei materiali organici oppure dello strato ossido nei metalli.
Il cuore operativo dell’analisi TGA è costituito dalla bilancia termica o termobilancia che monitora con estrema sensibilità variazioni anche nell’ordine dei microgrammi su campioni tipicamente tra i 5 e i 20 mg nelle applicazioni standard, potendo arrivare fino a 1 g (o centinaia di grammi in bilance industriali specifiche). La tecnologia basata su fotodiodi rileva gli spostamenti del giogo bilanciere causati dalle variazioni ponderali del campione; questa modulazione viene convertita elettronicamente in un segnale proporzionale alla perdita o aumento di peso nel tempo.
La fornace deve essere realizzata in materiali refrattari capaci di sopportare temperature elevate senza alterarsi né contaminare il campione, per esempio allumina (temperatura di fusione >2000 °C) o quarzo (temperatura di fusione >1700 °C). La scelta tra crogioli d’acciaio (per temperature <600-650 °C), platino o allumina dipende dal range termico previsto e dalla natura chimica del materiale analizzato.
Un altro elemento chiave è il sistema per il controllo e la registrazione continua della temperatura, combinato con un sistema per mantenere costante l’atmosfera interna attraverso ventilazione e ricircolo dei gas. Questo assicura condizioni sperimentali stabili ed evita interferenze dovute a contaminazioni esterne o accumulo dei gas prodotti dalla decomposizione stessa.
L’andamento tipico ottenuto da una analisi TGA è rappresentato da curve dette termogrammi che mostrano la variazione percentuale o assoluta della massa in funzione della temperatura o del tempo. Le sezioni piatte (plateau) indicano intervalli dove il materiale è stabile; le discese brusche corrispondono ai passaggi degradativi principali; le pendenze più dolci rappresentano fenomeni graduali come evaporazione lenta.
L’analisi derivata del segnale peso rispetto alla temperatura (DTG) permette inoltre una migliore definizione delle temperature caratteristiche degli eventi principali: punto d’inizio decomposizione, picco massimo della velocità di perdita peso ed eventuale residuo finale percentuale forniscono informazioni quantitative sulla composizione del materiale (ad esempio contenuto percentuale di additivi inorganici nei polimeri).
Nel caso dei materiali compositi, variando opportunamente la velocità di riscaldamento è possibile separare eventi termici vicini associabili ai singoli componenti, permettendo così una caratterizzazione più raffinata anche in presenza di miscele complesse. È inoltre possibile sovrapporre al programma termico classico un segnale sinusoidale (termogravimetria modulata o ad alta risoluzione) per distinguere fenomeni non facilmente separabili.
Nell’ambito dei materiali organici come polimeri e biomasse la TGA consente non solo la valutazione quantitativa del contenuto volatile ma anche parametri fondamentali quali:
- Temperatura iniziale di decomposizione: indicativa della stabilità termica
- Energia attivazione dei processi degradativi: ricavabile da modelli cinetici applicati ai dati
- Percentuale residua dopo trattamento ad alta temperatura: correlabile alla quantità totale degli additivi minerali presenti
Per i materiali inorganici come minerali da costruzione (calcare, gesso, calcite) l’analisi permette invece:
- Quantificazione precisa delle specie presenti basandosi sulle perdite peso associate alle loro trasformazioni chimiche
- Riconoscimento specifico mediante confronto delle temperature caratteristiche delle reazioni
- Stima dell’umidità presente attraverso la perdita d’acqua strutturale
Questa capacità combinata rende la TGA uno strumento insostituibile sia nella ricerca che nel controllo qualità industriale.
La calibrazione periodica degli strumenti è imprescindibile per mantenere accuratezza nelle misure; ad esempio le bilance devono essere verificate ogni due-tre mesi tramite pesi standard certificati per evitare derive sistematiche nella registrazione ponderale. La calibrazione della scala di temperatura viene condotta sfruttando il punto di Curie di materiali metallici o leghe standard.
Le condizioni sperimentali devono essere scelte attentamente per evitare artefatti quali back reactions dovute alla scarsa ventilazione oppure effetti termosensibili dovuti a gradienti interni nella fornace. Inoltre alcune trasformazioni possono sovrapporsi rendendo difficile distinguere meccanismi diversi senza l’ausilio combinato con altre tecniche analitiche (es. TGA accoppiato a FTIR, spettrometria di massa o gascromatografia).
Infine va considerato che alcune specie possono subire reazioni chimiche complesse poco prevedibili fuori dall’ambiente naturale; pertanto interpretazioni superficiali senza adeguate conferme potrebbero portare a conclusioni errate riguardo ai meccanismi sottostanti le variazioni ponderali osservate.
Sto generando il riassunto…