Le batterie al nichel-metallo idruro (NiMH) si basano su un sistema elettrochimico dove il catodo è costituito da ossiidrossido di nichel (NiOOH), mentre l'anodo utilizza un idruro composito metallico. Durante la scarica all'anodo avviene l'ossidazione dell'idrogeno assorbito nella lega metallica secondo la reazione:
\[
{\ce {MH + OH^- -> M + H_2O + e^-}}
\]
Al catodo invece si ha la riduzione del nichel(III) ossiidrossido a idrossido di nickel(II):
\[
{\ce {NiOOH + H_2O + e^- -> Ni(OH)_2 + OH^-}}
\]
La reazione complessiva che avviene durante la scarica può essere sintetizzata come:
\[
{\ce {NiOOH + MH -> Ni(OH)_2 + M}}
\]
Il "metallo" nell'anodo è un composto intermetallico appartenente principalmente alla classe AB5, dove A è una miscela di elementi del gruppo terre rare (lantanidi), come lantanio, cerio, neodimio, praseodimio e B è nichel, cobalto, manganese e/o alluminio. Alcuni accumulatori utilizzano elettrodi con materiali ad alta capacità negativa basati su composti AB2, dove A è titanio e/o vanadio e B è zirconio o nichel, modificato con cromo, cobalto, ferro e/o manganese, ma presentano una durata inferiore a causa della vita ridotta per questo tipo di soluzione.
L’elettrolita utilizzato è alcalino, tipicamente una soluzione concentrata di idrossido di potassio intorno a ~6 M. Tale ambiente favorisce le reazioni redox coinvolte nel ciclo carica-scarica della batteria[1].
Le batterie NiMH hanno una capacità nominale variabile fra i 1100 mA·h e i 2700 mA·h per celle nel formato AA stilo con tensione nominale standard di circa 1,2 V. La scarica viene generalmente effettuata a correnti intorno allo 0,2 C rispetto alla capacità nominale.
La densità energetica in peso si attesta intorno ai 70 W·h/kg (pari a circa 250 kJ/kg), mentre la densità volumetrica raggiunge valori intorno ai 300 W·h/L (360 MJ/m³). Questi valori collocano le batterie NiMH tra quelle con prestazioni energetiche superiori rispetto alle tradizionali NiCd ma inferiori rispetto alle più recenti batterie agli ioni di litio[1].
La tensione tipica applicata durante la carica varia tra circa 1,4 e 1,6 V per cella. Una cella completamente carica presenta una tensione a vuoto compresa fra i 1,35 V e i 1,4 V; durante la scarica questa scende fino a circa 1,0 V oltre il quale si possono verificare danni permanenti.
Un fenomeno noto nelle batterie ricaricabili è l'"effetto memoria", che comporta una riduzione della tensione disponibile dopo cicli ripetuti di scariche parziali, ma può essere eliminato con un ciclo di carica[1].
Per evitare danni dovuti alla sovraccarica è necessario utilizzare caricabatterie "intelligenti" in grado di interrompere la ricarica al termine del processo. Le moderne celle contengono catalizzatori interni che consentono la ricombinazione dei gas prodotti durante la sovraccarica secondo la reazione:
\[
{\ce {2 H_2 + O_2 ->[catalizzatore] 2 H_2O}}
\]
Questa ricombinazione evita l'accumulo pericoloso di pressione interna ma funziona efficacemente solo con correnti fino a C/10 h; oltre tali valori si genera riscaldamento significativo indicativo del completamento della ricarica[1].
Una tecnica avanzata nota come In-Cell Charge Control prevede un interruttore a pressione all'interno della cella, che disconnette automaticamente la corrente di carica in presenza di sovrapressioni.
La corrente accettabile per una sovraccarica moderata deve essere limitata tra \(0{,}033 \times C/h\) e \(0{,}05 \times C/h\) con durata massima consigliata intorno alle venti ore per minimizzare il degrado della batteria[1].
Due metodi principali sono impiegati nel controllo della ricarica delle batterie NiMH: il controllo in tensione ed il controllo in temperatura.
Nel controllo in tensione il caricabatterie monitora il leggero decremento (delta peak) che si manifesta nella tensione ai capi della batteria al termine della carica completa. Questo decremento ha ampiezza tipicamente pari a circa 7 mV per cella nelle NiMH (contro i circa 12 mV delle NiCd) ed è usato come segnale per interrompere la ricarica evitando sovraccarichi dannosi.
Il controllo in temperatura sfrutta l'aumento termico prodotto dalla batteria quando non è più in grado di accumulare ulteriore energia, poiché quando la cella non è carica, gran parte dell'energia fornita è immagazzinata sotto forma chimica[1].
La maglia in nichel all’interno delle batterie NiMH svolge funzioni multifunzionali essenziali sia dal punto di vista elettrico sia strutturale.
Come materiale costitutivo degli elettrodi garantisce eccellente conduttività elettrica favorendo il passaggio efficiente della corrente generata dalle reazioni chimiche interne. La struttura porosa consente inoltre una distribuzione uniforme dell’elettrolita migliorando l’efficienza dei processi elettrochimici.
Dal punto di vista meccanico mantiene stabilità dimensionale durante i cicli ripetuti di carica e scarica prevenendo cortocircuiti interni o deformazioni che potrebbero compromettere sicurezza e durata del dispositivo.
Inoltre la superficie attiva del nichel ha proprietà catalitiche che accelerano le reazioni redox coinvolte aumentando sia l’efficienza energetica sia la longevità complessiva della batteria.
La combinazione tra elevata superficie specifica e porosità assicura un maggior numero di siti attivi disponibili promuovendo così elevate densità energetiche e potenze erogate mantenendo stabile il funzionamento anche sotto sforzi ciclici elevati[2].
Le batterie al nichel-metallo idruro trovano impiego consolidato nei veicoli elettrici ed ibridi più noti come Toyota Prius o Honda Insight/Civic grazie alla loro affidabilità e buon rapporto capacità/peso. Sono largamente usate anche nell'elettronica portatile dove sono preferite rispetto alle NiCd perché meno soggette all’effetto memoria pur mantenendo buone prestazioni energetiche.
In ambito ferroviario ad esempio sono impiegate sul tram Alstom Citadis utilizzato nella città francese di Nizza. Nel settore robotico vi sono applicazioni sperimentali come nel prototipo umanoide ASIMO sviluppato dalla Honda.
L’uso prevalente rimane però nell’elettronica consumer caratterizzata da richieste moderate in termini di corrente istantanea dove le caratteristiche intrinseche delle NiMH risultano ottimali senza richiedere sistemi complessi o costosi[1].
Dispositivi ad alta richiesta istantanea come auto radiocomandate continuano invece ad adottare ancora le tradizionali batterie NiCd grazie alla loro resistenza interna minore, nonostante gli svantaggi ambientali associati al cadmio.
Nonostante i vantaggi sopra elencati le batterie NiMH presentano alcune limitazioni significative. La densità volumetrica inferiore rispetto alle Li-ion limita l’impiego nei dispositivi dove lo spazio è critico.
L’autoscarica relativamente elevata implica che queste batterie perdano capacità se lasciate inattive per lungo tempo senza ricariche periodiche; ciò impone attenzione nelle applicazioni stand-by o intermittenti.
Infine la gestione termoelettrica risulta fondamentale specialmente nelle ricariche rapide: superare correnti superiori a C/10 h senza adeguati controlli può causare surriscaldamenti che degradano irreversibilmente gli accumulatori provocando rischi anche sul piano sicurezza[1].
La robustezza meccanica fornita dalla maglia in nichel allevia alcuni problemi strutturali ma non elimina completamente questi limiti intrinseci legati ai materiali attivi ed all’architettura chimico-fisica dell’accumulatore stesso[2].
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Questa panoramica evidenzia come le batterie al nichel-metallo idruro rappresentino oggi una tecnologia matura con specifiche caratteristiche elettrochimiche ed applicative ben definite. L’integrazione funzionale tra materiali avanzati quali le leghe intermetalliche degli anodi e la rete porosa cataliticamente attiva del nichel contribuisce alla loro efficacia operativa nonostante i vincoli tecnici esistenti[1][2].
L’attenzione particolare alla gestione della carica tramite metodi sofisticati permette inoltre un utilizzo sicuro ed efficiente prolungando significativamente la vita utile dell’accumulatore nell’ambito industriale moderno[1].
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Accumulatore_nichel-metallo_idruro
[2] https://www.wireclothmesh.com/it/news/the
Sto generando il riassunto…