La pila a combustibile alcalina (AFC), anche chiamata pila a combustibile di Bacon, genera energia elettrica sfruttando una reazione redox tra idrogeno e ossigeno puro, mediata da un elettrolita alcalino. L'elemento cruciale è la presenza di ioni idrossido (\( \mathrm{OH}^{-} \)) nell'elettrolita, tipicamente costituito da una soluzione acquosa di idrossido di potassio (KOH). Sull'anodo, l'idrogeno molecolare reagisce con gli ioni idrossido secondo la reazione:
\[
\mathrm{H}_2 + 2\mathrm{OH}^{-} \longrightarrow 2\mathrm{H}_2\mathrm{O} + 2e^{-}
\]
Questa reazione produce acqua e libera due elettroni per ogni molecola di idrogeno ossidata, generando così corrente elettrica attraverso il circuito esterno. Il catodo accetta questi elettroni per ridurre l’ossigeno molecolare tramite:
\[
\frac{1}{2}\mathrm{O}_2 + \mathrm{H}_2\mathrm{O} + 2e^{-} \longrightarrow 2\mathrm{OH}^{-}
\]
Gli ioni idrossido prodotti ricircolano attraverso l’elettrolita verso l’anodo, chiudendo il ciclo ionico. La reazione complessiva consuma una molecola d’ossigeno e due d’idrogeno per produrre due molecole d’acqua. L'elettricità ed il calore sono effetti secondari desiderati della reazione [1].
L’elettrolita basico rappresenta un punto nodale nel funzionamento delle AFC poiché la sua composizione e purezza influenzano direttamente le prestazioni e la durata della cella. L’interazione tra la soluzione di KOH e l’anidride carbonica atmosferica porta alla formazione del carbonato potassico (\( \mathrm{K}_2\mathrm{CO}_3 \)), secondo una reazione che compromette la conduttività ionica dell’elettrolita. Questo fenomeno è noto come avvelenamento da CO₂ ed è uno dei limiti più significativi dell’utilizzo pratico delle AFC.
Il carbonato formatosi tende ad ostruire i pori del catodo, riducendo l'accessibilità dei reagenti all'interfaccia catalitica in modo irreversibile e diminuendo così la potenza erogata dalla cella. L’accumulo progressivo di \( \mathrm{K}_2\mathrm{CO}_3 \) altera inoltre le proprietà fisiche dell’elettrolita, ostacolando il trasporto ionico degli \( \mathrm{OH}^{-} \). Esistono nella comunità scientifica controversie sulla reversibilità dell'avvelenamento: sebbene la riduzione della conduttività ionica dell'elettrolita possa essere ripristinata con il ripristino della concentrazione iniziale di KOH, il principale meccanismo di avvelenamento, ovvero l'ostruzione dei pori del catodo, rimane un fenomeno irreversibile.
Per questo motivo le AFC richiedono ossigeno puro oppure aria purificata, incrementando notevolmente i costi e limitando le applicazioni industriali dove non è possibile garantire un ambiente privo di anidride carbonica. Diversi studi mirano a sviluppare elettroliti resistenti o sistemi filtranti per mitigare questo problema [1].
Le differenze principali nelle configurazioni costruttive delle AFC riguardano il tipo di elettrolita: statico o flussante. Nel caso delle celle a elettrolita statico, o immobilizzato, adottate storicamente nei programmi spaziali Apollo e nello Shuttle, si utilizza un separatore di amianto saturato in soluzione di KOH. Questo design permette una gestione controllata della produzione d’acqua tramite evaporazione dall’anodo, ottenendo anche acqua pura come sottoprodotto utile ad altri scopi.
Le celle con elettrolita flussante adottano invece matrici più aperte che consentono il movimento continuo dell’elettrolita tra o attraverso gli elettrodi. In configurazioni come quella ASK o EloFlux, il flusso parallelo comporta maggior spazio tra gli elettrodi necessario al passaggio del liquido. Ciò aumenta la resistenza elettrica interna della cella, riducendone la potenza in paragone con le celle a elettrolita statico. Nel design con flusso parallelo, l'acqua prodotta è trattenuta nell'elettrolita, che deve quindi essere sostituito periodicamente, in maniera analoga al cambio dell'olio in un'auto.
Nel design EloFlux il flusso trasversale dell’elettrolita facilita la sostituzione rapida del liquido esaurito con uno nuovo; tuttavia questa soluzione ha finora visto sperimentazioni solo con ossigeno puro.
La scelta tra questi design implica compromessi fra economicità costruttiva, efficienza volumetrica e gestione operativa dell’avvelenamento da carbonati nell’elettrolita; alcuni lavori pubblicati indicano comunque centinaia di ore di lavoro in aria prima che l'effetto sia consistente [1].
Il ruolo dei catalizzatori nelle AFC è centrale per garantire elevate velocità delle reazioni redox e quindi alte efficienze energetiche specifiche e volumetriche. Le celle a elettrolita statico utilizzano solitamente catalizzatori a base di platino per raggiungere la massima efficienza.
Nei design con elettroliti flussanti si utilizzano sia catalizzatori con platino che con metalli non nobili, compensando l'efficienza specifica e volumetrica con il basso costo.
L’efficienza globale dipende pertanto dal bilanciamento tra costo del catalizzatore e capacità produttiva della cella; nel contesto commerciale attuale le AFC sono le celle a combustibile più economiche da costruire, poiché il catalizzatore richiesto può essere uno qualsiasi degli esistenti, relativamente poco costoso se confrontato con quelli richiesti per altre tipologie di cella [1].
L’utilizzo pionieristico delle pile a combustibile alcaline risale alla metà degli anni '60 durante il programma spaziale Apollo della NASA e il programma Space Shuttle, che hanno impiegato questi sistemi per fornire energia elettrica affidabile. La scelta dell’AFC fu determinata dalla loro alta efficienza energetica e dalla produzione contemporanea di acqua pura come sottoprodotto utile per l’equipaggio.
In ambito commerciale terrestre le AFC sono state adottate in applicazioni a bassa-media potenza come dimostrato dalla nave HYDRA, la prima al mondo alimentata con pile a combustibile, progettata da Christian Machens, che montava un sistema alimentato da AFC con potenza nominale pari a 6.5 kW.
Recentemente sono stati sviluppati prototipi di pile a combustibile alcaline a stato solido che utilizzano membrane a scambio anionico (AEM) al posto di un liquido, un lavoro iniziato all'università del Surrey nel Regno Unito.
Le prospettive commerciali per le AFC sono cresciute di pari passo con il recente sviluppo del piatto bipolare che consente prestazioni superiori rispetto alle precedenti versioni con piatto monopolare [1].
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Pila_a_combustibile_alcalina
Sto generando il riassunto…