Il nucleo funzionale degli antibiotici β-lattamici è costituito da un anello β-lattame, una struttura ciclica formata da quattro atomi che dà origine a un'ammide ciclica. Questo anello è la chiave per l'attività biologica di questi composti, poiché la sua integrità è essenziale per l'interazione con gli enzimi batterici target. Esistono diverse classi di β-lattamici, caratterizzate dalla presenza dell'anello β-lattame associato ad altre strutture molecolari: nei monobattamici l’anello a quattro atomi è unico; nelle penicilline si associa a un anello a cinque atomi (gruppo penam); nelle cefalosporine l’anello lattamico è legato al cefem, un anello a sei atomi monoinsaturo; infine, i carbapenemi presentano ulteriori modifiche strutturali che comprendono eteroatomi [1].
Le molecole più rappresentative includono l’acido 6-amminopenicillanico e il 7-amminocefalosporanico, che costituiscono i mattoni fondamentali su cui si innestano vari gruppi funzionali. Questi ultimi modulano le proprietà farmacologiche e la resistenza agli enzimi degradativi batterici. In ambiente acido, l’ossigeno della catena reagisce con il carbonio carbonilico del lattame, provocando l’apertura dell’anello e la conseguente perdita di funzione: per questo motivo vengono utilizzati gruppi attrattori di elettroni, che riducono la reattività dell'ossigeno del gruppo ammidico e migliorano la stabilità della molecola [1].
La funzione primaria dei β-lattamici consiste nell’inibire la transpeptidasi, un enzima responsabile della formazione dei legami crociati che rafforzano la struttura del peptidoglicano (detto anche mureina), componente essenziale della parete cellulare batterica, particolarmente sviluppata nei batteri Gram-positivi, mentre lo è in minima parte in quelle dei batteri Gram-negativi.
L’inibizione avviene tramite l’inserimento nel sito attivo della transpeptidasi, impedendo l'azione dell'enzima che catalizza la formazione dei legami peptidici. Questo processo impedisce la sintesi corretta del peptidoglicano portando alla morte cellulare [1].
Un meccanismo comune impiegato dai batteri per sfuggire all’azione degli antibiotici β-lattamici consiste nella produzione di enzimi detti β-lattamasi, capaci di catalizzare l’idrolisi dell’anello lattamico.
Per contrastare questa degradazione sono stati sviluppati due approcci principali: uno prevede l’inserimento di un gruppo ingombrante che impedisca l’azione delle β-lattamasi; tuttavia questa soluzione riduce l’azione dell’antibiotico in quanto l’ingombro ostacola l’inserimento nel sito attivo della transpeptidasi, che è il bersaglio principale dell'antibiotico.
L’alternativa, che ha dato origine ad associazioni farmaceutiche di successo, è l’associazione tra antibiotico e inibitori suicidi delle β-lattamasi come l’acido clavulanico. L’acido clavulanico possiede una struttura chimica simile all'antibiotico, essendo dotato di un anello β-lattamico, ma è privo o quasi di attività terapeutica; in compenso, è più reattivo dell'antibiotico e più affine alle β-lattamasi, in virtù di alcuni accorgimenti chimici che aumentano la tensione d’anello. Il meccanismo d'azione è suicida: l'acido clavulanico si lega alle β-lattamasi al posto dell'antibiotico formando un legame molto stabile, quasi irreversibile, che impedisce all'enzima di degradare altre molecole [1].
Oltre alle lattamasi, i batteri possiedono altri meccanismi di difesa: sovrapproduzione delle transpeptidasi, mutazioni delle transpeptidasi che le rendono resistenti agli antibiotici, o trasferimento del gene per la β-lattamasi da un batterio all'altro (mediante plasmide). Quando una popolazione diventa resistente a un certo antibiotico e a tutti quelli correlati (chimicamente e/o per meccanismo d'azione), si parla di resistenza crociata (tipica, ad esempio, dei sulfamidici) [1].
Gli antibiotici appartenenti alla famiglia dei β-lattamici si suddividono in quattro categorie principali:
- Penicilline (es. penicillina, amoxicillina, ampicillina, piperacillina, oxacillina);
- Cefalosporine (es. cefepime, ceftriaxone, cefixima);
- Monobattami (es. aztreonam);
- Carbapenemi (es. meropenem).
Si possono considerare facenti parte del gruppo dei β-lattamici anche gli inibitori suicidi delle β-lattamasi: acido clavulanico, sulbactam, tazobactam, ecc. [1].
La chimica dei gruppi funzionali aggiunti alle strutture base dell’acido 6-amminopenicillanico o del 7-amminocefalosporanico determina molte delle proprietà farmacocinetiche e farmacodinamiche dei singoli farmaci. Modifiche steriche ed elettroniche influenzano sia la capacità di penetrazione nelle cellule batteriche sia la resistenza alle idrolisi enzimatiche. Lo studio dettagliato delle tensioni d’anello nell’anello lattame rivela come variazioni minime possano alterarne sensibilmente la reattività verso le transpeptidasi o le lattamasi [1].
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Beta-lattamici
[2] https://elearning.uniroma1.it/pluginfile.php/1341540/mod_folder/co...
Sto generando il riassunto…