La chimica fisica dell’atmosfera si concentra sulle reazioni chimiche e sui processi energetici che avvengono nella miscela gassosa che avvolge la Terra, estendendosi anche agli stati liquido e solido presenti in tracce. L’atmosfera viene comunemente immaginata come una miscela di gas; in realtà, fanno parte dell'atmosfera anche specie chimiche presenti nello stato di aggregazione liquido e solido. La fase gassosa è, però, di gran lunga dominante e la chimica dell'atmosfera è prevalentemente una chimica dello stato gassoso; tuttavia, anche gli altri stati di aggregazione della materia (liquidi in gocce, cristalli di ghiaccio, polveri) sono coinvolti in alcuni processi chimici importanti che avvengono in fase eterogenea [2].
L’atmosfera terrestre è composta principalmente da azoto (circa il 78%), ossigeno (21%) e argon (1%), con ulteriori specie chimiche presenti in tracce come acqua, anidride carbonica, metano e ozono. Queste concentrazioni variano notevolmente con l’altitudine e tra i diversi strati atmosferici. La pressione atmosferica diminuisce esponenzialmente con la quota, seguendo una legge che porta a dimezzare il suo valore ogni circa 5000 m di quota, determinato dall'equilibrio idrostatico che si instaura, in assenza di perturbazioni, fra il gradiente di pressione e la densità della miscela atmosferica in presenza della gravità [2].
La temperatura segue un profilo stratificato che definisce i gusci concentrici: troposfera, stratosfera, mesosfera, termosfera. La troposfera è delimitata dalla tropopausa, la stratosfera dalla stratopausa e la mesosfera dalla mesopausa. La troposfera è caratterizzata da un gradiente termico negativo verso l’alto, mentre la stratosfera mostra un aumento di temperatura dovuto a processi chimici associati alla formazione di ozono. Al di sopra della mesosfera, la termosfera e altre regioni presentano densità inferiori a un milionesimo di quella al suolo, modificando radicalmente sia le proprietà chimiche sia le dinamiche fisiche degli strati superiori [2].
L’interazione della radiazione elettromagnetica solare con le molecole gassose costituisce il motore primario delle reazioni chimiche nell’atmosfera. In particolare, i fotoni ultravioletti (UV) con lunghezza d’onda inferiore o uguale a 241 nm sono in grado di rompere i legami chimici delle molecole atmosferiche, causando la dissociazione delle molecole di ossigeno attraverso la fotolisi:
\[
{\ce {O2 + h\nu (\lambda \leq 241\,nm) -> O + O}}
\]
L’ossigeno atomico così generato possiede un elettrone spaiato che lo rende altamente reattivo. In presenza di ossigeno molecolare può formare ozono attraverso la reazione:
\[
{\ce {O + O2 + M -> O3 + M^*}}
\]
dove M rappresenta una molecola terza che assorbe l’energia eccitata della formazione dell’ozono permettendo il rilassamento allo stato stabile. Questo processo è esotermico ed è responsabile dell’aumento di temperatura che si osserva sopra la tropopausa e che determina l'esistenza della stratosfera stessa. La decomposizione dell'ozono contribuisce anch'essa al bilancio energetico termico della regione [2].
Le differenze di temperatura tra gli strati atmosferici generano variazioni di densità che determinano movimenti verticali o orizzontali delle masse d’aria. Nella troposfera il riscaldamento della superficie terrestre produce una diminuzione locale della densità del fluido gassoso, inducendo moti convettivi ascendenti. Questi scambi verticali favoriscono il mescolamento delle masse d’aria tra quote diverse.
Al contrario, nella stratosfera la disposizione termica è invertita: le masse d'aria hanno una collocazione in quota coerente con la loro temperatura (più fredde e dense in basso, più calde e rarefatte in alto), stabilizzando la stratificazione e limitando i moti convettivi verticali. Gli spostamenti d’aria sono quindi prevalentemente orizzontali in questa regione, con la tropopausa che funge da barriera convettiva tra troposfera e stratosfera. Fenomeni eccezionali come cumulonembi equatoriali o violente eruzioni vulcaniche possono però provocare eventi di sfondamento della tropopausa [2].
Le reazioni fotochimiche non solo modificano la composizione chimica ma influenzano direttamente le condizioni fisiche locali come temperatura e pressione tramite il rilascio o assorbimento di energia. L’esempio emblematico è dato dalla formazione e distruzione dell’ozono nella stratosfera: questi fenomeni regolano l'energia termica dello strato estratosferico creando il profilo termico tipico osservato.
Inoltre, alle alte quote, dalla mesosfera alla termosfera e oltre, con densità che diventano inferiori a un milionesimo di quella al suolo, il flusso di radiazione è tale da far sì che tutto l'ossigeno si trovi praticamente in forma atomica. Questo altera radicalmente le condizioni chimiche ed energetiche degli strati superiori [2].
Nonostante l’enfasi sullo stato gassoso prevalente nell’atmosfera terrestre, le fasi liquide e solide svolgono ruoli essenziali come superfici catalitiche per reazioni eterogenee o come veicoli per trasporto e trasformazione di sostanze chimiche.
Ad esempio, aerosol solidi o liquidi possono ospitare reazioni significative per processi quali la formazione di nubi o la rimozione di specie inquinanti dall’atmosfera. La presenza simultanea dei tre stati aggregativi rende dunque l’atmosfera un sistema chimico e dinamico non omogeneo nel quale interagiscono fenomeni fisici e chimici su scale spaziali e temporali molto diverse [2].
La comprensione della chimica fisica dell’ambiente atmosferico richiede l’integrazione continua tra conoscenze sulla composizione molecolare dei gas presenti nelle diverse quote, sul flusso energetico derivante dalla radiazione solare e sui meccanismi dinamici indotti dalle variazioni locali di temperatura e pressione.
Il bilanciamento fra processi fotochimici come quelli coinvolti nella formazione dell’ozono e i moti convettivi o stratificati determina strutture climatiche stabili ma suscettibili a perturbazioni naturali o antropogeniche.
Questa disciplina fornisce quindi strumenti fondamentali per interpretare fenomenologie ambientali cruciali quali lo sviluppo dello strato protettivo di ozono, i cambiamenti climatici indotti dalle alterazioni delle concentrazioni gassose traccianti e le interazioni fra attività umane ed ecosistemi planetari.
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Chimica
[2] https://www.treccani.it/enciclopedia/chimica-atmosferica_(Enciclop...
Sto generando il riassunto…