La chimica organometallica si concentra sui composti che presentano un legame diretto tra un atomo metallico e un atomo di carbonio. Il primo composto di questo tipo riconosciuto è il sale di Zeise, un complesso etilene–platino(II), sintetizzato nel 1828 da William C. Zeise[1]. Questo segna l’inizio di una lunga storia di studi che ha coinvolto metalli del blocco d e degli elementi rappresentativi.
Nel 1849 Edward Frankland sintetizzò lo zincodietile, aprendo la strada all’uso dei composti zincorganici nella sintesi organica. La fine del XIX secolo vide la comparsa dei primi metallocarbonili, come il nicheltetracarbonile sintetizzato nel 1890 da Ludwig Mond, Carl Langer e Friedrich Quincke. Parallelamente, Victor Grignard elaborò la sintesi di quelli che divennero i "reattivi di Grignard", alogenuri magnesiorganici essenziali per la sintesi degli alcoli, con cui ottenne il Premio Nobel nel 1912[1].
Gli anni '30 del XX secolo sono caratterizzati da significative scoperte quali la sintesi di cluster metallocarbonilici come \[ [Fe_4(CO)_{13}]^{2−} \], ad opera di Walter Hieber a Monaco. Inoltre, in questo periodo si scopre il ferrocene \[ Fe(C_5H_5)_2 \], un capostipite delle strutture a sandwich fondamentale per la moderna chimica organometallica. I premi Nobel assegnati a Karl Waldemar Ziegler e Giulio Natta nel 1963 per la scoperta di organometalli, tipo \[ (CH_3CH_2)_3Al \] complessato con cloruro di titanio \[ (TiCl_4) \], aventi proprietà di catalizzatori stereospecifici nella sintesi di polimeri, segnano il ruolo chiave degli organometallici nella polimerizzazione delle olefine[1].
L’espansione della chimica metallorganica include anche la chimica del blocco f con la sintesi dell’uranocene \[ U(\eta^8-C_8H_8)_2 \] nel 1968, e gli studi sui composti a sandwich del blocco d premiati nel 1973 a Ernst Otto Fischer e Geoffrey Wilkinson. Nel 2005, Robert H. Grubbs ricevette il Nobel per lo sviluppo di nuovi catalizzatori per l'utilizzo industriale della metatesi olefinica, dimostrando l’importanza applicativa dei composti organometallici[1].
Un composto è considerato metallorganico se è presente almeno un legame metallo-carbonio, dove il termine "metallo" è l'accezione più ampia comprendente anche i metalli alcalini e alcalino terrosi, i metalloidi e i metalli propriamente detti. La natura del legame M-C varia con il tipo di metallo: i metalli alcalini e alcalino terrosi tendono a dare composti ionici, mentre i metalli del blocco d generalmente obbediscono alla "regola dei 16/18 elettroni" di valenza.
I cluster carbonilici tipici del blocco d mostrano legami metallo-metallo e coinvolgono ligandi carbonilici. Gli elementi del tredicesimo gruppo originano composti molecolari carenti di elettroni e tendono a formare dimeri, quelli del quattordicesimo e quindicesimo gruppo formano rispettivamente composti molecolari a corredo elettronico regolare e molecolari elettron-ricchi.
La nomenclatura è generalmente derivata da quella organica: ad esempio \[ CH_3Li \] è chiamato litiometile; \[ (CH_3)_3Al \], trimetilalluminio; mentre composti ionici come \[ CH_3CH_2MgCl \] sono denominati cloruro di etilmagnesio. L’apticità \[ \eta \], indicante il numero di atomi che si trovano a distanza di legame, viene usata per descrivere legami più complessi come \[ \eta^1 \], \[ \eta^2 \], ecc.[1]
Le principali reazioni utilizzate nella sintesi organometallica comprendono:
- Reazione con metalli elettropositivi: questi reagiscono con alogeno-idrocarburi \[ RX \], spesso in solventi aprotici come dietiletere, per formare alogenuri organometallici secondo reazioni generali come:
\[ 2\,M + RX \to MR + MX \]
Esempi includono:
\[ 2\,Na + C_2H_5Cl \to C_2H_5Na + NaCl \]
\[ Mg + CH_2=CHCl \to CH_2=CHMgCl \]
- Transmetallazione: consiste nello scambio tra due specie metalliche dove un metallo più elettropositivo sostituisce un metallo M' (solitamente il mercurio):
\[ M + M'R \to M' + MR \]
Con esempi concreti:
\[ 2\,In + 3\,Hg(C_6H_5)_2 \to 3\,Hg + 2\,In(C_6H_5)_3 \]
\[ 4\,Li + 2\,Hg(CH_3)_2 \to 2\,Hg + Li_4(CH_3)_4 \]
- Metatesi: doppio scambio tra un organometallo \[ MR \] ed un alogenuro \[ M'X \]:
\[ MR + M'X \to MX + M'R \]
Ad esempio:
\[ 3\,Zn(CH_3)_2 + 2\,BF_3 \to 3\,ZnF_2 + 2\,B(CH_3)_3 \]
\[ Li_4(CH_3)_4 + 2\,IrBr_2 \to 4\,LiBr + 2\,Ir(CH_3)_2 \]
- Addizioni su doppi legami: il legame metallico idruro si addiziona ad olefine o altri doppi legami:
\[ M-H + CH_2=CH_2 \to MH_2C-CH_3 \]
Reazioni specifiche includono idroborazione:
\[ H_3BOR_2 + CH_2=CH_2 \to CH_3CH_2BH_2 \]
E idrosililazione:
\[ SiH_4 + RCH=CH_2 \to RCH_2CH_2SiH_3 \]
- Sintesi dei carbonili metallici: mediante combinazione diretta o carbonilazione riduttiva a condizioni controllate di temperatura e pressione:
Combinazione diretta:
\[ Ni + 4\,CO \to Ni(CO)_4 \]
\[ Fe + 5\,CO \to Fe(CO)_5 \]
Carbonilazione riduttiva:
\[ 6\,MnCl_2 + 4\,Al + 30\,CO \to 4\,AlCl_3 + 3\,Mn_2(CO)_{10} \]
\[ MoO_3 + 9\,CO \to Mo(CO)_6 + 3\,CO_2 \]
Questi processi permettono la produzione di complessi fondamentali per ulteriori trasformazioni catalitiche[1].
Gli organometalli sono tipicamente fortemente riducenti; molti risultano spontaneamente infiammabili all’aria a causa della loro ossidabilità elevata. Composti quali \[ Li_4(CH_3)_4 \], \[ Zn(CH_3)_2 \], \[ B(CH_3)_3 \], \[ Al_2(CH_3)_6 \] richiedono manipolazioni sotto vuoto o atmosfera inerte per evitare incendi o esplosioni.
Il legame \[ M-C \], dove \[ M \] è un metallo elettropositivo, presenta una distribuzione parziale di cariche con \[ \delta^+ \] sul metallo e \[ \delta^- \] sul gruppo organico, conferendo ai composti una forte natura nucleofila. Questa caratteristica li rende reattivi nei confronti di gruppi carbonilici (addizioni nucleofile), reagenti come cloruro di solforile \[ SO_2Cl_2 \] e cloruro di tionile \[ SOCl_2 \], ed altre specie elettrofile.
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Chimica_metallorganica
[2] https://www.dsc.unict.it/corsi/lm-54-sc/insegnamenti/?cod=14216
Sto generando il riassunto…