- 78% [1]
- 90% [1]
- 10% [1]
- N2 [1]
- NH3 [1]
- NOx [1]
- HNO3 [1]
- N2 [3]
- 78% [3]
- 21% [3]
- N2 [3]
- N [3]
- 7 [3]
- 14.01 [3]
- 0.74 Å [3]
- -NH2 [3]
- NH3 [3]
- NO2− [2][3][4][5]
- NO3− [2][3][4][5]
- NH4+ [2][4]
- NADPH → NADP+ (riduzione) [2]
- α-cheto-glutarico → acido glutammico (amminazione) [2]
- pH 10–12 (forma neutra NH3) [4]
- pH 6,5 – 8,5 (forma carica NH4+) [4]
- pH terreno vicino alla neutralità (per fissazione e simbiosi) [3][4]
- Temperatura terreno ideale per fissazione biologica elevata (non specificata) [3][4]
- Temperatura nitrificazione: da 5 a 35 °C, ideale da 25 a 30 °C[4]
- Ossigeno disciolto in vasca di ossidazione: circa 2 mg/l[5]
- Ossigeno in vasca anossica per denitrificazione: massimo 0,5 mg/l[5]
- pH ottimale per nitrificazione nel depuratore biologico: circa 8–8,4[5]
- Età del fango nel depuratore biologico (parametro tecnico non numerico)[5]
Formule chimiche:
\[ {\ce {N2}} \quad \text{(azoto molecolare)} \quad[1],[2],[3],[4] \]
\[ {\ce {N2 + 8H+ + 6e^- -> 2NH4+}} \quad \text{(attivazione azoto atmosferico)} \quad[3] \]
\[ {\ce {N2 + 3H2 -> 2NH3}} \quad \text{(reazione di idrogenazione)} \quad[3] \]
\[ {\ce {N2 + O2 -> 2NO}} \quad \text{(ossidazione azoto)} \quad[3] \]
\[ {\ce {NO + {\frac{1}{2}}O2 -> NO2}} \quad \text{(formazione biossido di azoto)} \quad[3] \]
\[ {\ce {3NO2 + H2O -> 2HNO3 + NO}} \quad \text{(formazione acido nitrico)} \quad[3] \]
\[ {\ce {HNO3 + H2O -> H3O+ + NO_3^- }} \quad \text{(dissociazione acido nitrico)}\quad[3]\]
\[ {\ce {N_2 + 8H^+ +8e^- +16 ATP -> 2NH_3 + H_2 +16 ADP +16 P_i}} \quad\text{(fissazione batterica)}\quad[3]\]
Reazioni della nitrificazione:
\[ {\ce {2NH_4^+ + 3O_2 = 4H^+ + 2NO_2^- + 2H_2O }}\quad[4],[5]\]
\[ {\ce {2NO_2^- + O_2 = 2NO_3^- }}\quad[4],[5]\]
Reazioni di denitrificazione:
\[ {\ce {5C_6H_{12}O_6 + 24NO_3^- -> 30CO_2 + 24OH^- + 18H_2O + 12N_2}}\quad[4]\]
Sequenza enzimatica denitrificazione:
\[
\begin{cases}
{\ce {2 HNO_3 + 4H^+ + 4e^- -> 2HNO_2 + 2H_2O }} \
{\ce {2 HNO_2 + 2H^+ + 2e^- -> 2 NO + 2H_2O }} \
{\ce {2 NO + 2H^+ + 2e^- -> N_2O + H_2O }} \
{\ce {N_2O + 2H^+ + 2e^- -> N_2 + H_2O }}
\end{cases}
\quad[5]
\]
Altri dati:
- Azoto molecolare costituisce il \(78\%\) dell’atmosfera terrestre; ossigeno il \(21\%\) circa.[1][3][4]
- La fase di attivazione dell’azoto richiede \(160\, Kcal\) per mole di azoto fissato.[3]
- Batteri azotofissatori includono Azotobacter, Clostridium, Rhizobium, Frankia e cianobatteri.[1][3][4]
- Il \(90\%\) dell’azoto fissato è di origine biologica; il restante \(10\%\) deriva dall’attività dei fulmini che formano ossidi di azoto.[1]
- Il pH del terreno influenza la forma chimica predominante dell’azoto assorbita dalle piante: preferenza verso gli ioni nitrati \(NO_3^-\) rispetto agli ammonio \(NH_4^+\) per evitare acidificazione.[1][2][4]
- La nitrificazione avviene tra i \(5^\circ C\) e \(35^\circ C\), ideale tra \(25^\circ C\) e \(30^\circ C\).[4]
- La denitrificazione richiede condizioni anossiche con ossigeno disciolto inferiore a \(0.5\, mg/L\).[5]
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L'azoto rappresenta il principale costituente dell'atmosfera terrestre con una concentrazione stabile intorno al \(78\%\), presentandosi prevalentemente come gas biatomico (\(\mathrm{N}_2\)) con un triplo legame covalente estremamente resistente che ne garantisce l'inerzia chimica nelle condizioni ambientali standard. Questa stabilità impedisce la sua assimilazione diretta da parte della maggior parte degli organismi viventi, fatta eccezione per alcuni microbi capaci di rompere questo legame attraverso processi energeticamente onerosi.
La fissazione biologica rappresenta il principale meccanismo naturale per rendere disponibile l’azoto atmosferico sotto forme utilizzabili come l’ammoniaca (\(\mathrm{NH}_3\)) o lo ione ammonio (\(\mathrm{NH}_4^+\)), attraverso l’azione di batteri specializzati quali Azotobacter, Rhizobium e cianobatteri. Questi microrganismi convertono l'azoto molecolare secondo la reazione catalizzata dalla nitrogenasi:
\[ {\ce {N_2 + 8H^+ + 8e^- + 16ATP -> 2NH_3 + H_2 + 16ADP + 16P_i}} \]
che richiede un investimento energetico significativo pari a \(160\, Kcal/mol\) di azoto fissato. Solo una minima quota del fabbisogno globale è soddisfatta da fenomeni abiotici come le scariche elettriche dei fulmini che ossidano direttamente l’azoto formando ossidi vari (NOx), responsabili anche della formazione di piogge acide tramite la conversione in acido nitrico (\(\mathrm{HNO}_3\)).
Una volta trasferito al suolo sotto forma di composti azotati, l’azoto subisce una serie complessa di trasformazioni microbiche che lo rendono nuovamente disponibile o lo restituiscono all’atmosfera. La mineralizzazione comprende la degradazione della sostanza organica contenente azoto da parte dei decompositori che liberano azoto minerale.
L'ammonificazione trasforma i composti organici azotati in ammoniaca o ione ammonio tramite batteri e funghi specifici. L’ammoniaca prodotta può essere tossica se presente nella forma neutra (\(\mathrm{NH}_3\)), soprattutto in ambienti con pH alcalino elevato fra \(10 - 12\), mentre a valori più comuni nei terreni e negli acquari d’acqua dolce (\(pH\, 6.5 - 8.5\)), prevale lo ione ammonio meno nocivo.
La nitrificazione è un processo aerobico articolato in due fasi principali realizzate da batteri distinti:
1. I batteri Nitrosomonas ossidano lo ione ammonio in nitrito (\(\mathrm{NO}_2^-\)):
\[ {\ce {2 NH_4^+ + 3 O_2 = 4 H^+ + 2 NO_2^- + 2 H_2O}} \]
Questo processo genera protoni liberando acidità nel terreno.
2. I batteri Nitrobacter completano l'ossidazione ossidando i nitriti in nitrati (\(\mathrm{NO}_3^-\)):
\[ {\ce {2 NO_2^- + O_2 = 2 NO_3^-}} \]
I nitrati risultanti (\(\mathrm{NO}_3^-\)) sono preferiti dalle piante per l'assorbimento poiché il loro utilizzo, a differenza dello ione ammonio, non comporta un'acidificazione del terreno, contribuendo a mantenere un pH favorevole alla crescita vegetale.
La denitrificazione trasforma i nitrati presenti nel terreno o nelle acque in azoto molecolare gassoso che ritorna all’atmosfera chiudendo il ciclo biogeochimico:
\[ {\ce {5C_6H_{12}O_6 + 24NO_3^- -> 30CO_2 + 24OH^- + 18H_2O + 12N_2}} \]
Questa sequenza enzimatica avviene in condizioni anossiche ed è catalizzata da batteri anaerobi facoltativi come Pseudomonas che utilizzano il nitrato come accettore finale degli elettroni nella respirazione anaerobica.
Il controllo rigoroso delle condizioni ambientali nei sistemi naturali o artificiali è fondamentale per mantenere efficientemente le fasi delicate della denitrificazione; ad esempio, livelli troppo elevati di ossigeno disciolto (>0.5 mg/L) possono attivare i batteri nitrificanti competitori ostacolando i denitrificanti.
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_dell%27azoto
[2] https://www.chimica-online.it/download/ciclo-dell-azoto.htm
[3] https://www.lagazzettadellekoi.it/ciclo-azoto/
[4] https://www.acquaportal.it/ciclo-dellazoto-filtraggio-biologico-le...
[5] https://ilblogdellasci.wordpress.com/2016/01/08/ciclo-dellazoto-ne...
Sto generando il riassunto…