Il diagramma di Pourbaix rappresenta l'interazione tra potenziale elettrico Eh e pH in un sistema elettrochimico acquoso mantenuto a temperatura e pressione costanti, tipicamente a \(25\, ^\circ C\) e \(1\, atm\) [1]. L'asse verticale mostra il potenziale Eh mentre quello orizzontale il pH definito come
\[
\mathrm{pH} = -\log[H^{+}]
\]
Questa rappresentazione consente di visualizzare le condizioni termodinamiche di stabilità delle specie chimiche coinvolte nel sistema metallico in esame. Marcel Pourbaix (1904–1998), chimico belga, introdusse questi diagrammi nel 1945 per analizzare il comportamento corrosionistico dei materiali metallici in soluzione acquosa.
Il potenziale elettrico Eh associato alle semireazioni redox è calcolato tramite l'equazione di Nernst, che per una reazione del tipo \(Ox + n e^- \to Red\) alla temperatura di \(25\, ^\circ C\) si esprime come:
\[
E_{h} = E^{0} - \frac{0,05916}{n} \log \frac{[Red]}{[Ox]}
\]
dove \(E^{0}\) è il potenziale standard di riduzione riferito all'elettrodo standard a idrogeno (SHE), \(n\) il numero di elettroni scambiati nella reazione redox, e \([Red]\), \([Ox]\) indicano le produttorie delle concentrazioni delle specie elevate al loro coefficiente stechiometrico. Questa relazione lega direttamente la variazione del potenziale con le concentrazioni relative delle specie chimiche coinvolte.
Le curve che delineano i confini dei diversi regimi chimici nel diagramma corrispondono alle semireazioni più significative: ossidazione del metallo, sviluppo dell'idrogeno e riduzione dell'ossigeno. La semireazione generale relativa all’ossidazione del metallo è:
\[
M \to M^{n+} + ne^-
\]
La posizione delle relative curve dipende dalla concentrazione degli ioni metallici in soluzione, rappresentata nel diagramma da fasci di rette orizzontali parallele, accanto a ognuna delle quali viene indicato il parametro \(\log(a_{M^{n+}})\), dove \(a\) è l'attività, spesso approssimata con la concentrazione. Le indicazioni "0, -2, -4 e -6" accanto alle curve di equilibrio relative all'ossidazione del materiale metallico indicano rispettivamente una concentrazione pari a \(1\), \(10^{-2}\), \(10^{-4}\) e \(10^{-6}\; mol/L\) [1].
Lo sviluppo dell’idrogeno è descritto da due semireazioni distinte in base al pH:
In ambiente acido (\(pH <7\)):
\[
2H^{+} + 2e^- \to H_2
\]
In ambiente basico (\(pH >7\)):
\[
2 H_2O + 2e^- \to H_2 + 2OH^-
\]
Analogamente la riduzione dell’ossigeno considera due reazioni specifiche per la stessa suddivisione del pH:
Acido (\(pH <7\)):
\[
O_2 + 4 H^{+} + 4 e^- \to 2 H_2O
\]
Basico (\(pH >7\)):
\[
O_2 + 2 H_2O + 4 e^- \to 4 OH^-
\]
Le curve associate allo sviluppo di idrogeno e alla riduzione dell’ossigeno risultano essere rette diagonali (in genere rappresentate tratteggiate) con pendenza costante pari a \(-0,05916\). Le equazioni generali sono rispettivamente:
Per lo sviluppo di idrogeno:
\[
E_{H^+/H_2} = -0,05916\, pH
\]
Per la riduzione dell’ossigeno:
\[
E_{O_2/H_2O} = 1,229 - 0,05916\, pH
\]
Queste linee delimitano graficamente i limiti entro cui l’acqua rimane stabile senza elettrolisi.
Il diagramma si suddivide in tre zone principali separate dalle curve relative all’elettrolisi dell’acqua. La zona inferiore indica condizioni in cui l'acqua viene elettrolizzata producendo idrogeno; quella centrale corrisponde alla stabilità termodinamica dell'acqua; la zona superiore descrive l’elettrolisi ad ossigeno. Per la corrosione del materiale metallico bisogna trovarsi nella zona centrale, in cui l'acqua è stabile, mentre nelle altre due zone si ha la decomposizione dell'acqua anziché del materiale metallico.
All’interno della zona centrale si distinguono ulteriormente regioni dove il materiale metallico presenta immunità (il materiale non è attaccabile dalla corrosione), corrosione (il materiale è attaccabile) o passivazione. Quest’ultima si manifesta quando il materiale è ricoperto da uno strato superficiale di ossidi o idrossidi; tale condizione porta ad effettiva protezione (passività) solo se lo strato ricopre l'intera superficie ed è abbastanza aderente a essa; un esempio tipico è l’acciaio inox.
L’utilizzo dei diagrammi di Pourbaix richiede attenzione alle condizioni sperimentali: variazioni di temperatura e concentrazione di ioni solvatati in soluzione tendono a spostare le linee di equilibrio in accordo con l’equazione di Nernst. Inoltre la passivazione non garantisce sempre una protezione totale se lo strato formato risulta discontinuo o poco aderente.
I modelli assumono equilibrio termodinamico che può non essere raggiunto nei sistemi reali dove cinetiche lente o fenomeni dissipativi alterano il comportamento previsto dal solo bilancio energetico. Infine molti sistemi hanno complessità aggiuntive dovute alla presenza contemporanea di molte specie chimiche o leghe metalliche con comportamenti non additivi semplici.
I diagrammi di Pourbaix costituiscono uno strumento potente per prevedere l’instabilità relativa delle specie chimiche nelle soluzioni acquose rispetto al potenziale elettrico e al pH. Consentono una comprensione approfondita della corrosione metallica e della formazione degli strati passivi impiegati negli ambiti industriali per migliorare la durabilità dei materiali metallici. Il loro uso deve però sempre integrarsi con dati sperimentali specifici per evitare interpretazioni errate causate dalle semplificazioni intrinseche al modello termodinamico.
Sto generando il riassunto…