La solubilità di un composto poco solubile è influenzata dal pH della soluzione quando il pH modifica la concentrazione degli ioni coinvolti nell’equilibrio di dissoluzione del sale stesso. Questo fenomeno si verifica attraverso l’interazione chimica tra gli ioni prodotti dalla dissoluzione e gli ioni H+ o OH− presenti nella soluzione, che possono consumare uno degli equilibri ionici coinvolti e spostare così la reazione verso una maggiore dissoluzione del solido.
L’equilibrio generale di dissoluzione di un sale poco solubile può essere scritto come:
\[ \text{sale (s)} \rightleftharpoons \text{catione} + \text{anione} \]
Il valore numerico della costante di solubilità (\(K_s\) o prodotto di solubilità \(K_{ps}\)) definisce la condizione di saturazione della soluzione a temperatura costante (ad esempio a \(298\, K\)) ed è espresso come il prodotto delle concentrazioni ioniche elevate ai coefficienti stechiometrici corrispondenti.
Il meccanismo chiave con cui il pH modifica la solubilità risiede nella reazione degli ioni derivati dal sale con gli H+ (in ambiente acido) o gli OH− (in ambiente basico). Quando uno degli ioni si combina chimicamente con questi ultimi, la loro concentrazione diminuisce nella soluzione. Secondo il principio di Le Chatelier, questa riduzione provoca lo spostamento dell’equilibrio verso i prodotti per ristabilire la condizione di equilibrio, ovvero più sale si dissolve per compensare lo "scarto" dell’ione consumato.
Nel dettaglio:
- Se l’anione è la base coniugata di un acido debole, esso può reagire con H+, formando l’acido debole corrispondente e diminuendo così la sua concentrazione libera.
- Se il catione è l’acido coniugato di una base debole, l’aggiunta di OH− ne riduce la concentrazione attraverso reazioni che formano specie meno ionizzate.
- I sali contenenti gruppi idrossido (OH−) sono più solubili in ambiente acido perché H+ reagisce direttamente con OH− per formare acqua, rimuovendo l’ione idrossido dalla soluzione.
Per il cloruro d’argento (AgCl), poco solubile in acqua pura alla temperatura standard (\(298\, K\)), la dissoluzione è descritta dall’equilibrio:
\[ {\ce {AgCl <=> Ag+ + Cl^-}} \]
La costante di solubilità è:
\[ K_{ps} = [Ag^{+}] \times [Cl^-] = 1,77 \times 10^{-10} \]
In assenza di altre fonti ioniche, le concentrazioni dei due ioni saranno uguali e pari alla solubilità s:
\[ s = K_{ps}^{1/2} = 1,33 \times 10^{-5}\ mol/L \]
Se però nella soluzione vi sono altri anioni cloruro provenienti da un sale completamente dissociato come NaCl (ad esempio a una concentrazione di \(4,00 \times 10^{-5}\ mol/L\)), allora aumenta la quantità totale di Cl− presente:
\[ K_{ps} = x (x + 4,00 \times 10^{-5}) \]
dove x è la nuova concentrazione degli Ag+. Risolvendo questa equazione si ottiene una nuova solubilità ridotta rispetto all’acqua pura a causa dell’effetto dello ione comune.
Questa situazione non dipende direttamente dal pH ma dalla presenza dell’ione comune Cl−; tuttavia introduce un concetto importante sulla relazione tra composizione ionica della soluzione e solubilità che sarà fondamentale per comprendere anche gli effetti del pH.
Quando uno degli ioni prodotti dalla dissoluzione è una base coniugata debole o contiene gruppi che possono essere protonati o deprotonati, variazioni nel pH influenzano direttamente tale equilibrio.
Ad esempio per l’ossalato di stronzio SrC2O4:
\[ SrC_2O_4(s) \rightleftharpoons Sr^{2+}(aq) + C_2O_4^{2−}(aq) \]
Con una diminuzione del pH aumenta la concentrazione degli H+, che reagiscono secondo questi equilibri multipli:
\[ C_2O_4^{2−} + H^+ \rightleftharpoons HC_2O_4^- \]
\[ HC_2O_4^- + H^+ \rightleftharpoons H_2C_2O_4 \]
La diminuzione della concentrazione libera dello ossalato divalente favorisce lo spostamento verso destra dell’equilibrio iniziale per compensare questa perdita secondo Le Chatelier, aumentando così la quantità complessiva disciolta del sale.
Questo meccanismo mostra chiaramente come un abbassamento del pH possa aumentare drasticamente la solubilità dei sali contenenti anioni basici deboli protonabili.
Al contrario, se il sale contiene un catione che rappresenta l’acido coniugato debole (come NH₄⁺), in ambiente basico l’aggiunta di OH− consuma questo catione deprotonandolo:
\[ NH_4^+ \rightleftharpoons NH_3 + H^+ \]
In presenza di basi forti, OH− reagisce con NH₄⁺, riducendone la concentrazione e spostando l’equilibrio verso maggior dissoluzione del sale.
Molti idrossidi metallici poco solubili liberano OH− durante la dissoluzione:
\[ M(OH)_n \rightleftharpoons M^{n+} + nOH^- \]
In ambiente acido gli H+ reagiscono rapidamente con gli OH− formando acqua:
\[ H^+ + OH^- \rightarrow H_2O \]
Questa rimozione dell’ione idrossido libero fa diminuire il quoziente ionico Q rispetto al valore della costante Ks e induce ulteriore dissoluzione del composto.
Sali formati da cationi fortemente acidi o anioni fortemente basici (come NaCl formato da Na⁺ e Cl⁻), le cui specie non reagiscono significativamente né con H⁺ né con OH⁻ in condizioni ordinarie, mostrano una variazione trascurabile della loro solubilità al variare del pH. In questi casi infatti il sistema non subisce alcuno squilibrio indotto dalla variazione della protonazione degli ioni coinvolti.
Ciò significa che non ogni variazione del pH modifica necessariamente la quantità disciolta; serve sempre verificare se almeno uno degli equilibri ionici associati al sale è sensibile ad H⁺ o OH⁻.
L’esercizio relativo al PbSO₄ illustra bene come solo valori molto bassi di pH influenzino significativamente la sua solubilità. La reazione principale considerata è:
\[ PbSO_4(s) \rightleftharpoons Pb^{2+}(aq) + SO_4^{2−}(aq) \]
A un valore tipico attorno al pH=4.0 si osserva una modesta influenza sul prodotto ionico perché solo oltrepassando soglie critiche legate alle costanti acidobasiche delle specie coinvolte (\(K_{a2}=1,0 \times 10^{-2}\)) si ha una diminuzione rilevante della concentrazione dello ione solfato libero tramite protonazione a bisolfato (\(HSO_4^-\)).
Nel caso specifico, considerando anche l’effetto dello ione comune SO₄²⁻ introdotto da NaHSO₄ si ottiene una nuova condizione equilibrata dove il calcolo dimostra quanto segue:
- La nuova solubilità misurata è circa \(3,62 \times 10^{-5}\ mol/L\).
Sto generando il riassunto…