L'effetto dello ione comune si manifesta ogniqualvolta due soluti presenti nella stessa soluzione condividono uno stesso tipo di ione. Questo fenomeno si traduce in una soppressione della dissociazione elettrolitica del soluto debole a causa della presenza dell'ione comune proveniente da un altro composto più fortemente dissociato o presente in maggiore concentrazione.
Un caso emblematico riguarda la miscela tra acetato di sodio e acido acetico. L'acetato di sodio essendo un elettrolita forte si dissocia completamente nei suoi ioni \( \mathrm{Na^+} \) e \( \mathrm{CH_3COO^-} \), mentre l'acido acetico è un acido debole che si dissocia parzialmente seguendo l'equilibrio:
\[
\mathrm{CH_3COOH + H_2O \;⇄\; H_3O^+ + CH_3COO^-}
\]
L'aggiunta degli anioni acetato derivanti dall'acetato di sodio sposta l'equilibrio verso sinistra secondo il principio di Le Châtelier, riducendo la dissociazione dell'acido acetico e quindi aumentando il pH della soluzione rispetto a una contenente solo acido acetico disciolto. Questa diminuzione della ionizzazione dell'acido debole è una manifestazione classica dell'effetto dello ione comune che trova applicazione anche nel controllo del pH in sistemi tampone e nella stabilizzazione delle proprietà chimiche delle soluzioni[1].
Analogamente al caso precedente, quando in una soluzione si trovano insieme un acido forte e un acido debole che producono lo stesso tipo di catione ossonio \( \mathrm{H_3O^+} \), la dissociazione dell'acido debole viene repressa. Per esempio, mescolando acido cloridrico (acido forte completamente dissociato in \( \mathrm{H_3O^+} \) e \( \mathrm{Cl^-} \)) con acido tartarico (acido debole con bassa costante di dissociazione), la concentrazione aggiuntiva di protoni sopprime ulteriormente la dissociazione dell'acido tartarico:
\[
\mathrm{HC_4H_5O_6 + H_2O \;⇄\; H_3O^+ + C_4H_5O_6^-}
\]
In queste condizioni la concentrazione degli ioni ossonio fornita dall'acido tartarico può essere trascurata nel calcolo del pH, che diventa approssimabile come:
\[
pH = -\log_{10}{a_{HCl}}
\]
dove \( a_{HCl} \) rappresenta l'attività dell'acido cloridrico[1].
Nel caso dei sali poco solubili, l'effetto dello ione comune si manifesta attraverso una drastica diminuzione della loro solubilità quando alla soluzione satura viene aggiunto un composto contenente uno degli ioni già presenti nell'equilibrio di dissoluzione. Consideriamo un sale generico MX che si dissolve secondo:
\[
MX (s) ⇌ M^+ (aq) + X^- (aq)
\]
Il prodotto di solubilità \(K_{ps}\) definisce l’equilibrio tra le specie ioniche:
\[
K_{ps\,MX} = [M^+]\, [X^-]
\]
Se si introduce nella soluzione un altro sale MY che fornisce lo stesso catione \( M^+ \), allora la concentrazione totale di questo catione sarà la somma delle concentrazioni provenienti da entrambi i sali. Questo aumento nella concentrazione di uno degli ioni comuni sposta l’equilibrio verso la formazione del sale solido non disciolto, facendo precipitare il sale MX e diminuendone quindi la solubilità apparente[1].
Un'applicazione concreta è illustrata dalla precipitazione dell'idrossido di alluminio \( Al(OH)_3 \). In soluzione satura:
\[
Al(OH)_3 (s) ⇌ Al^{3+} (aq) + 3 OH^- (aq)
\]
L'aggiunta di idrossido di sodio \( NaOH \), base forte completamente dissociata in \( Na^+ \) e \( OH^- \), aumenta la concentrazione degli anioni \( OH^- \). Per effetto dello ione comune gli equilibri si spostano verso sinistra formando più precipitato insolubile \( Al(OH)_3(s) \):
\[
Al^{3+} + 3 OH^- → Al(OH)_3(s)
\]
Questo principio viene sfruttato nelle tecniche industriali e ambientali per rimuovere metalli pesanti dalle acque reflue mediante precipitazione selettiva[2].
Il prodotto di solubilità è fondamentale per comprendere quantitativamente questi fenomeni. Ad esempio, il sale poco solubile ioduro piomboso (\( PbI_2 \)) presenta un valore noto:
\[
K_{ps\,PbI_2} = 7,9 \times 10^{-9}
\]
La sua dissoluzione è descritta dalla reazione:
\[
PbI_2 (s) ⇌ Pb^{2+}(aq) + 2 I^{-}(aq)
\]
Conoscendo il valore del prodotto di solubilità è possibile calcolare le concentrazioni ioniche nell’equilibrio saturato e prevedere come variazioni nella presenza degli ioni comuni influenzino la solubilità complessiva[2].
La diminuzione della solubilità per effetto dello ion comune assume particolare rilievo nel sistema cloruro d’argento (\( AgCl \)), dove il prodotto di solubilità vale:
\[
K_{ps\,AgCl}=1,56 \times 10^{-10}\; (\text{mol/l})^2
\]
In assenza di altre specie si ha:
\[
AgCl(s) ⇌ Ag^{+}(aq)+ Cl^{-}(aq)
\]
con equilibrio dato da
\[
K_{ps}= [Ag^+] \cdot [Cl^-] = s^2
\]
da cui risulta che la solubilità iniziale in acqua pura è circa:
\[
s=1,25 \times 10^{-5}\; \text{mol/l}
\]
Se però si aggiunge alla soluzione una quantità significativa di cloruro tramite NaCl a concentrazione nota,
\[
[Cl^-]=0,010\, \text{mol/L}
\]
il principio dello ion comune impone che l’aumento della concentrazione degli anioni cloruro comporti una riduzione drastica della concentrazione degli stessi cationi argento necessari per mantenere costante il valore del prodotto di solubilità.
Calcolando la nuova concentrazione degli \( Ag^+ \):
\[
[Ag^+] = \frac {K_{ps}} {[Cl^-]}= \frac {1,56 \times 10^{-10}} {0,010}=1,56 \times 10^{-8}\; \text{mol/L}
\]
La diminuzione è circa tre ordini di grandezza rispetto alla situazione senza aggiunta dello ion comune. Questa riduzione netta evidenzia come lo ion comune sia capace non solo di modificare ma quasi annullare la dissoluzione dei sali poco solubili[3].
L’effetto dello ion comune trova impiego operativo nel lavaggio dei precipitati per minimizzare le perdite del composto insolubile. Per esempio nella precipitazione dell’ossalato di calcio (\( CaC_2O_4 \)), il lavaggio viene effettuato usando una soluzione contenente uno degli stessi componenti ionici come ossalato d’ammonio (\( (NH_4)_2C_2O_4 \)) per evitare che il sale appena formato si dissolva ulteriormente durante questa fase critica.
Analogamente nei processi industriali e ambientali l’aggiunta mirata degli ioni comuni permette di favorire selettivamente la precipitazione dei contaminanti metallici disciolti nelle acque oppure modulare equilibri chimici sensibili come quelli dei sistemi tampone.
In condizioni reali occorre considerare che le approssimazioni teoriche possono essere limitate da fattori quali attività ionica reale differente dalla concentrazione molare nominale o dalla presenza simultanea di altri equilibri chimici complessi. Inoltre l’effetto dello ion comune non agisce isolatamente ma spesso interagisce con parametri termodinamici quali temperatura e pressione modificando i valori effettivi delle costanti d’equilibrio.
Sto generando il riassunto…