L'elettrolisi ad alta temperatura (HTE, High Temperature Electrolysis, o elettrolisi del vapore) sfrutta temperature comprese tra 100 °C e 850 °C per scindere l'acqua in idrogeno e ossigeno. Questa tecnica si distingue dall’elettrolisi tradizionale a temperatura ambiente per la capacità di integrare calore e elettricità, riducendo la quantità complessiva di energia elettrica richiesta. A temperature estreme come i 2500 °C, la termolisi dell’acqua avviene spontaneamente senza necessità di energia elettrica; tuttavia, tali condizioni sono impraticabili per sistemi reali. Il range operativo fino a 850 °C rappresenta un compromesso tecnico fra efficienza energetica e fattibilità dei materiali impiegati[1].
L'efficienza energetica migliora significativamente con l'aumento della temperatura, poiché parte dell'energia viene fornita come calore, che è più economico dell'elettricità, e perché la reazione elettrolitica è più efficiente ad alte temperature. Per produrre un chilogrammo di idrogeno sono necessari 141,86 megajoule. A 100 °C il sistema richiede 350 megajoule di energia termica (efficienza del 41%), mentre a 850 °C ne servono 225 megajoule (con un’efficienza del 64%)[1]. Questi dati sottolineano il ruolo cruciale del calore ad alta temperatura nel contenimento dei costi energetici.
La selezione dei materiali è fondamentale per garantire stabilità e durabilità degli elettrolizzatori HTE. Una opzione attualmente esaminata usa elettroliti di zirconio stabilizzato con ossido di ittrio (YZS, "Yttria-Stabilized Zirconia"), elettrodi per il vapore/idrogeno in nichel-cermet e elettrodi per l'ossigeno fatti con un miscuglio di ossido di lantanio, stronzio e cobalto[1]. Questi accorgimenti materiali mitigano fenomeni come degradazione elettrochimica e perdita di efficienza dovuta a fenomeni meccanici o chimici.
Durante l’elettrolisi, la quantità di energia elettrica che deve essere aggiunta è uguale al cambiamento nell’energia libera di Gibbs della reazione più le perdite nel sistema. Le perdite possono (teoricamente) essere arbitrariamente vicino a zero, quindi l’efficienza termodinamica massima di un qualsiasi processo elettrochimico è uguale al 100%. In pratica l’efficienza è data dal lavoro elettrico effettuato diviso dal cambiamento dell’energia libera di Gibbs nella reazione.
Nella maggior parte dei casi, come nell'elettrolisi a temperatura ambiente, l'energia elettrica fornita è più grande della variazione di entalpia della reazione, quindi viene rilasciata parte dell'energia come calore. In altri casi tuttavia, come nell'elettrolisi del vapore ad alta temperatura in idrogeno e ossigeno, è vero il contrario. Il calore viene assorbito dall'ambiente e il potere calorifico dell'idrogeno prodotto è più alto dell'energia elettrica fornita. In questo caso l'efficienza relativa all'elettricità fornita si può dire più elevata del 100%[1].
L'efficienza massima teorica per una pila a combustibile è l'inverso di quella dell'elettrolisi. È quindi impossibile creare una macchina dal moto perpetuo combinando i due processi.
L'elettrolisi ad alta temperatura non procura mezzi per evitare l'inefficienza insita nelle macchine termiche, producendo idrogeno che viene poi riconvertito in elettricità in una pila a combustibile. Quindi ogni vantaggio economico guadagnabile dall'uso della HTE deve venire dal fornire processi chimici che accumulano idrogeno e non lo usano come fonte energetica (come nelle industrie petrolchimiche o di fertilizzanti) o processi locomotivi per i quali l'idrogeno è una forma di trasporto energetica migliore rispetto all'elettricità. Le fonti possibili di calore ad alta temperatura economico per la HTE sono tutte non chimiche, inclusi i reattori nucleari, i collettori termici solari e le sorgenti di energia geotermica.
Il mercato dell'idrogeno è grande (50 milioni di tonnellate nell'anno 2004, con un valore di circa 135 miliardi di dollari all'anno) e in crescita di circa il 10% all'anno. I due maggiori consumatori sono attualmente le raffinerie di petrolio e le fabbriche di fertilizzanti (ognuna consuma quasi la metà di tutta la produzione)[1]. Se dovesse diffondersi l'uso delle automobili a idrogeno, il loro consumo incrementerebbe di molto la domanda dell'idrogeno.
Data una fonte di calore economica ad alta temperatura, sono possibili altri metodi per la produzione dell'idrogeno. In particolare si veda il ciclo termochimico zolfo-iodio. La produzione termochimica potrebbe raggiungere efficienze più elevate della HTE, poiché non serve una macchina termica. Tuttavia la produzione termochimica su larga scala richiederebbe avanzamenti significativi nei materiali che possono sopportare le alte temperature, le elevate pressioni e ambienti altamente corrosivi[1].
L’impiego dell’elettrolisi ad alta temperatura è stato anche proposto per produrre ossigeno su Marte dall'anidride carbonica atmosferica, usando strumenti elettrolitici in zircone[1]. (Si veda In-Situ Resource Utilization, Utilizzo delle risorse in loco.)
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L’equilibrio tra efficienza energetica elevata e limiti materiali caratterizza fortemente lo sviluppo attuale dell’elettrolisi ad alta temperatura. La capacità di integrare fonti termiche convenienti con processi elettrochimici robusti determina il potenziale industriale della tecnologia in ambiti terrestri e spaziali.
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Elettrolisi_ad_alta_temperatura
Sto generando il riassunto…