L'idruro rappresenta un anione dell'idrogeno con carica negativa, indicato come \( \mathrm{H}^- \), o più genericamente composti binari contenenti idrogeno legato ad altri elementi con numero di ossidazione -1 o +1 a seconda della natura chimica degli elementi coinvolti[1][2]. La vastità della chimica degli idruri è tale da superare quella di ogni altro elemento: quasi ogni elemento della tavola periodica può formare uno o più tipi di idruri[1]. La loro classificazione fondamentale si basa sulla natura del legame chimico presente: ionico, covalente o interstiziale.
Gli idruri ionici si formano quando l'idrogeno assume la configurazione elettronica stabile acquisendo un elettrone da un metallo elettropositivo appartenente ai gruppi I e II della tavola periodica, ad eccezione del berillio e del magnesio[1][3][4]. In questi composti l'idrogeno è presente sotto forma dello ione idruro \( \mathrm{H}^- \), con numero di ossidazione -1. Le formule chimiche tipiche sono del tipo \( \mathrm{MH} \) come per il litio idruro (\( \mathrm{LiH} \)) o \( \mathrm{MH}_2 \) come nel caso dell'idruro di magnesio (\( \mathrm{MgH}_2 \))[1].
La struttura degli idruri ionici è cristallina e solida a temperatura ambiente; sono caratterizzati da elevata reattività soprattutto nei confronti dell'acqua dove si verifica la liberazione di idrogeno gassoso secondo reazioni come
\[
\mathrm{NaH} + \mathrm{H}_2\mathrm{O} \rightarrow \mathrm{NaOH} + \mathrm{H}_2\uparrow
\]
e
\[
\mathrm{CaH}_2 + 2\mathrm{H}_2\mathrm{O} \rightarrow \mathrm{Ca(OH)}_2 + 2\mathrm{H}_2\uparrow
\]
[1][4]. Questa proprietà rende gli idruri ionici agenti riducenti molto forti e basi estremamente potenti. La forza basica dello \( \mathrm{H}^- \) è comprovata dalla sua capacità di strappare protoni da quasi tutti i composti contenenti idrogeno eccetto gli alcani[1].
Gli idruri ionici vengono prodotti spesso tramite la reazione diretta degli elementi in condizioni di alta temperatura e pressione controllate[1][4]. Per esempio, l'idruro di litio reagisce con cloruro di alluminio formando tetraidroalluminato di litio:
\[
4\,\mathrm{LiH} + \mathrm{AlCl}_3 \rightarrow \mathrm{LiAlH}_4 + 3\,\mathrm{LiCl}
\]
Questi composti trovano impiego soprattutto nella sintesi organica come agenti riducenti selettivi in solventi anidri o in ammoniaca liquida[1].
Lo ione \( \mathrm{H}^- \) consta soltanto di due elettroni e un protone ed è caratterizzato da una bassa affinità elettronica dell’idrogeno pari a \(72,77\,\text{kJ/mol}\)[1]. La sua combinazione con protoni produce idrogeno molecolare in una reazione fortemente esoergonica:
\[
\mathrm{H}^{-} + \mathrm{H}^{+} \rightarrow \mathrm{H}_2,\quad \Delta H = -1675\,\text{kJ/mol}
\]
Questa esotermicità spiega la difficoltà nel mantenere lo stato libero dello \( \mathrm{H}^- \) in soluzione acquosa. Infatti la reazione tra sodio idruro e acqua ha anche un valore energetico netto negativo:
\[
\mathrm{NaH} + \mathrm{H}_2\mathrm{O} \rightarrow \mathrm{H}_2 + \mathrm{NaOH},\quad
\Delta H = -83,6\,\text{kJ/mol},\,\Delta G = -109,0\,\text{kJ/mol}
\]
L'energia del legame \( \mathrm{H-H} = 436\,\text{kJ/mol}\)[1], combinata con la bassa affinità elettronica, conferisce allo ione idruro anche una potente capacità riducente espressa dall'equilibrio redox:
\[
\mathrm{H}_2 + 2e^- \rightleftharpoons 2\,\mathrm{H}^{-}, E^0 = -2,25\,\text{V}
\]
Solo i metalli alcalini e i metalli alcalino-terrosi possono ridurre l'idrogeno molecolare a idruro[1].
Gli idruri covalenti si formano quando elementi altamente elettronegativi condividono elettroni con l'idrogeno. Tali molecole sono formate dagli elementi dei gruppi da 14 a 18 della tavola periodica e dal boro (gruppo 13). Esibiscono proprietà fisiche differenti rispetto agli idruri ionici: sono spesso volatili a temperatura ambiente per via delle deboli forze di London o legami idrogeno che li tengono insieme[3][4].
Esempi classici includono metano (\( \mathrm{CH}_4 \)) e ammoniaca (\( \mathrm{NH}_3 \))[3]; queste molecole presentano geometrie ben definite che influenzano le loro proprietà chimiche. Ad esempio l’acqua (\( \mathrm{H}_2\mathrm{O} \)) ha un angolo molecolare caratteristico di \(104,5^\circ\)[4].
Gli idruri covalenti coprono un ampio spettro; molti sono altamente infiammabili con strutture molecolari morbide, mentre gli idruri di alluminio e di berillio sono polimerici[1][4].
Gli idruri metallici o interstiziali coinvolgono metalli del blocco d e f. In essi, le molecole di idrogeno si dissociano e gli atomi di idrogeno si dispongono negli spazi ottaedrici o tetraedrici del reticolo cristallino del metallo[1][4]. Questi composti possono presentare formule non stechiometriche quali \( \mathrm{PdH}_{0,6} \), \( \mathrm{TiH}_{1,73} \), o \( \mathrm{ZrH}_{1,92} \)[4].
L’idruro di palladio è noto per adsorbire quantità d’idrogeno fino a circa 900 volte il proprio volume a temperatura ambiente; questo fenomeno ne aveva fatto un candidato promettente come mezzo per lo stoccaggio dell’idrogeno[1]. Tuttavia le limitazioni pratiche derivanti dalla cinetica di rilascio dell’idrogeno e dalla stabilità ne hanno ostacolato l’uso industriale esteso.
Il fenomeno noto come infragilimento da idrogeno nasce dall’intercalazione degli atomi d’idrogeno nei siti interstiziali del reticolo metallico che possono migrare, reagendo con le impurità e peggiorando le proprietà del materiale[1].
Gli idruri trovano impiego industriale soprattutto come agenti riducenti nella sintesi organica grazie alla loro forte basicità e reattività controllabile tramite scelta del solvente e condizioni sperimentali. Il boroidruro di sodio (\( \mathrm{NaBH}_4 \)) è uno degli esempi più noti usato per la riduzione selettiva di aldeidi e chetoni ad alcoli:
\[
\mathrm{R-CHO} + \mathrm{NaBH}_4 \rightarrow \mathrm{R-CH}_2\text{-}\mathrm{OH}
\]
Inoltre gli idruri metallici sono studiati attivamente per lo stoccaggio sicuro ed efficiente dell’idrogeno nei veicoli elettrici alimentati da fuel cell grazie alla loro capacità teorica di immagazzinare gas in forma solida; tuttavia attualmente riescono a trattenere solo circa il 2% ponderale d’idrogeno, che non è sufficiente per applicazioni economicamente convenienti[1].
L’utilizzo diretto dei serbatoi contenenti tali materiali richiede ancora ottimizzazioni riguardanti temperature operative, pressioni necessarie al rilascio controllato del gas ed efficienza ciclica.
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Idruro
[2] https://www.chimica-online.it/download/idruri_idracidi.htm
[3] https://chemgenius.it/risorse/chimica-generale/articoli/nomenclatu...
[4] https://www.products.pcc.eu/it/academy/idruri/
[5] https://www.chimica1956.it/generale/nomenclatura/formule2.htm
Sto generando il riassunto…