Gli isotopi sono nuclidi che condividono lo stesso numero atomico $Z$ (numero di protoni), ma differiscono per il numero di neutroni $N$. Poiché il numero di massa $A$ è definito come $A = Z + N$, gli isotopi presentano masse atomiche differenti. Sebbene le proprietà chimiche siano determinate principalmente dalla configurazione elettronica e quindi dal numero di protoni, gli isotopi possono manifestare leggere differenze nelle proprietà fisico-chimiche, note come effetti isotopici. Questi effetti sono particolarmente marcati negli elementi leggeri, dove la variazione relativa della massa è significativa, influenzando la velocità delle reazioni chimiche (effetto isotopico cinetico) e le costanti di equilibrio termodinamico.
Il concetto fu formalizzato nel 1913 dal chimico britannico Frederick Soddy, che coniò il termine "isotopo" (dal greco *ísos*, "uguale", e *tópos*, "luogo"), per indicare che tali specie occupano la medesima posizione nella Tavola periodica. Soddy ricevette il Premio Nobel per la chimica nel 1921 per i suoi contributi alla comprensione della radioattività e alla scoperta degli isotopi degli elementi radioattivi.
Gli isotopi si indicano anteponendo il numero di massa $A$ al simbolo dell'elemento (es. $^4\text{He}$). In contesti di fisica nucleare, si specifica talvolta anche il numero atomico $Z$ come pedice sinistro: $^A_Z\text{X}$.
Oltre alla massa, gli isotopi differiscono per lo spin nucleare $I$. Nuclei con $Z$ e $N$ entrambi pari hanno spin $I=0$ (nuclei "even-even"), mentre nuclei con numero dispari di nucleoni possiedono spin semiintero. Questa proprietà è fondamentale per la Risonanza Magnetica Nucleare (NMR): solo isotopi con spin $I \neq 0$ (come $^1\text{H}$, $^{13}\text{C}$, $^{15}\text{N}$) possono essere analizzati tramite questa tecnica. Gli isomeri nucleari, stati eccitati del nucleo con emivita misurabile, sono denotati con la lettera "m" (es. $^{99m}\text{Tc}$), utilizzato estensivamente in medicina nucleare per la diagnostica per immagini grazie alla sua emissione gamma a bassa energia.
Gli isobari sono nuclei con lo stesso numero di massa $A$ ma diverso numero atomico $Z$ (es. $^{14}_6\text{C}$ e $^{14}_7\text{N}$). La stabilità isobara è governata dalla formula di semi-empirica di massa di Weizsäcker: per un dato $A$, il nucleo più stabile è quello che minimizza l'energia di legame totale.
Gli isòtoni condividono lo stesso numero di neutroni $N = A - Z$. Ad esempio, $^{56}_{26}\text{Fe}$ e $^{58}_{28}\text{Ni}$ sono entrambi isòtoni con $N=30$. Questa classificazione è rilevante nello studio della sezione d'urto di cattura neutronica nei reattori nucleari.
Gli elementi in natura si presentano come miscele poloisotopiche. Il cloro naturale, ad esempio, è composto da $^{35}\text{Cl}$ (~75,77%) e $^{37}\text{Cl}$ (~24,23%). L'idrogeno è un caso peculiare: il prozio ($^1\text{H}$), il deuterio ($^2\text{H}$) e il trizio ($^3\text{H}$), quest'ultimo radioattivo con emivita di 12,3 anni. Il deuterio è essenziale nella tecnologia dei reattori a fissione (come moderatore sotto forma di $D_2O$) e nella ricerca sulla fusione termonucleare.
Esistono circa 251 isotopi stabili e oltre 3000 radioattivi. La stabilità è legata al rapporto $N/Z$: per elementi leggeri, il rapporto ottimale è prossimo a 1, mentre per elementi pesanti cresce fino a circa 1,5 per contrastare la repulsione coulombiana tra i protoni.
La IUPAC definisce le masse atomiche standard basandosi sulla media ponderata delle abbondanze isotopiche terrestri. Tuttavia, la variabilità isotopica è sfruttata nella geocronologia e nella tracciabilità isotopica. Ad esempio, il rapporto tra gli isotopi del piombo ($^{206}\text{Pb}$, $^{207}\text{Pb}$, $^{208}\text{Pb}$) derivanti dal decadimento di $^{238}\text{U}$, $^{235}\text{U}$ e $^{232}\text{Th}$ permette di datare campioni geologici con precisione estrema.
Il frazionamento isotopico naturale, guidato da processi fisici (evaporazione, diffusione) o biologici (fotosintesi), altera i rapporti isotopici standard. Per misurare queste variazioni minime, si utilizza la notazione delta ($\delta$):
$$ \delta = \left( \frac{R_{\text{campione}}}{R_{\text{standard}}} - 1 \right) \times 1000 $$
dove $R$ è il rapporto tra l'isotopo pesante e quello leggero. Questa tecnica è cruciale in paleoclimatologia: il rapporto $^{18}\text{O}/^{16}\text{O}$ nei carotaggi di ghiaccio funge da "termometro" per ricostruire le temperature globali del passato.
Sebbene le reazioni chimiche siano guidate dagli elettroni, la sostituzione isotopica (es. idrogeno con deuterio) può rallentare la velocità di reazione se il legame X-H/D è coinvolto nello stadio limitante (effetto isotopico cinetico primario).
In ambito molecolare, la distinzione tra isotopi è fondamentale per la spettroscopia infrarossa: la frequenza di vibrazione di un legame dipende dalla massa ridotta $\mu$ del sistema:
$$ \nu = \frac{1}{2\pi} \sqrt{\frac{k}{\mu}} $$
dove $\mu = \frac{m_1 m_2}{m_1 + m_2}$. Sostituendo un atomo con un suo isotopo più pesante, la frequenza di vibrazione $\nu$ diminuisce, permettendo l'identificazione precisa di specie molecolari marcate isotopicamente in sistemi biologici complessi.
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Isotopo
[2] https://www.treccani.it/enciclopedia/chimica_(Enciclopedia-dei-rag...
Sto generando il riassunto…