Gli ossidi sono composti chimici binari che si ottengono dalla reazione dell'ossigeno su di un altro elemento, così che la sua formula chimica contenga almeno un atomo di ossigeno e uno dell'altro elemento. Nel XVII secolo erano compresi nelle arie, nel XVIII secolo erano conosciuti genericamente come calci, mentre si è passati al termine attuale dopo Lavoisier e la scoperta dell'ossigeno. Gli ossidi sono estremamente diffusi sulla superficie terrestre, e sono i costituenti base di molti minerali: per esempio, la magnetite è un ossido misto di ferro, e la silice è un ossido di silicio[1].
Gli ossidi basici vengono formati dal legame tra un metallo e l'ossigeno e reagendo con l'acqua danno luogo a idrossidi, comportandosi come basi. Tutti i metalli alcalini e i metalli alcalino terrosi hanno solo un numero di ossidazione, cioè formano esclusivamente un ossido ciascuno ed esso è sempre basico: perciò secondo la nomenclatura IUPAC, questi ossidi vengono identificati come "ossido di..." seguito dal nome dell'elemento. Ad esempio \(\mathrm{Na_2O}\) è un ossido basico e secondo la nomenclatura IUPAC sarà chiamato semplicemente ossido di sodio[1].
Se invece l'elemento ha più numeri di ossidazione, come nel caso dei metalli di transizione e dei non metalli soprattutto dal terzo periodo in poi, di norma esso si comporta come basico se il suo numero di ossidazione è compreso tra 0 e +3: per esempio il cromo e il manganese possono anche formare ossidi acidi pur essendo metalli, mentre il carbonio e lo zolfo possono formare ossidi basici pur essendo non metalli[1].
Gli ossidi acidi (anidridi nella nomenclatura tradizionale) sono formati generalmente dal legame tra un non metallo e l'ossigeno. Gli ossidi acidi reagendo con l'acqua formano un ossiacido, comportandosi quindi in soluzione come un acido. Si arriva perciò al criterio empirico che per gli ossidi acidi il numero di ossidazione sia maggiore o uguale a +3, tenendo però presente che esistono ancora eccezioni come il monossido di dicloro. Il comportamento acido è comunque per ogni elemento in generale tanto più marcato e puro quanto più è alto il numero di ossidazione, come nel caso del cloro. In realtà, alcuni ossidi di metalli di transizione come l'ossido di zirconio e gli ossidi di molibdeno hanno comportamento acido[1].
Gli ossidi possono avere in realtà comportamento anfotero anche secondo Arrhenius, specie quando il numero di ossidazione è nell'intorno di +3: è il caso in particolare dell'ossido di zinco, che reagisce in modo differente in base al pH della soluzione.
Soluzione acida:
\[
\mathrm{ZnO\ +\ 2HCl\rightarrow ZnCl_2\ +\ H_2O}
\]
Soluzione basica:
\[
\mathrm{ZnO \ + \ 2NaOH \ + H_2O \rightarrow Na_2^{2+}[Zn(OH)_4]^{2-}}
\]
come anche del monossido di piombo:
Soluzione acida:
\[
\mathrm{PbO\ +\ 2HCl\rightarrow PbCl_2\ +\ H_2O}
\]
Soluzione basica:
\[
\mathrm{PbO\ +\ Ca(OH)_2\ +\ H_2O\rightarrow Ca^{2+}[Pb(OH)_4]^{2-}}
\]
e anche notevolmente dell'ossido di alluminio. Altri elementi che formano ossidi anfoteri sono silicio, titanio, vanadio, ferro, cobalto, germanio, zirconio, argento, stagno, oro[1]. Per convenzione i composti che formano reagendo con l'acqua si inseriscono negli idrossidi, poiché esistono maggiori analogie come la solubilità che è piuttosto bassa. Anche questi però hanno carattere anfotero: per esempio si osservi come l'idrossido di alluminio reagisca in soluzione acida:
\[
\mathrm{Al(OH)_3 \ + \ 3HCl \rightarrow AlCl_3 \ + \ 3H_2O}
\]
e in soluzione basica:
\[
\mathrm{Al(OH)_3 \ + \ NaOH \rightarrow Na[Al(OH)_4]}
\]
La nomenclatura IUPAC è basata sul numero di molecole dei vari elementi, mentre quella tradizionale si basa sul numero di ossidazione degli elementi. Si aggiunge la desinenza –ICO al nome del metallo per il numero di ossidazione più alto e –OSO per il numero di ossidazione più basso. Per gli idrossidi, composti formati da un metallo e un gruppo idrossido OH (con numero di ossidazione -1), si seguono le stesse regole degli ossidi[2]. I perossidi sono composti formati da un metallo più l'ossigeno, ma solo quando l'ossigeno ha apparente numero di ossidazione -1, e si formano solo con i metalli dei gruppi Ia e IIa[2].
Gli ossidi sono fondamentali nella composizione della crosta terrestre e nell’industria dei materiali. La magnetite (\(\mathrm{Fe_3O_4}\)) costituisce un importante minerale ferroso. La silice (\(\mathrm{SiO_2}\)) è alla base delle tecnologie legate al vetro e ai semiconduttori.
Il comportamento variabile degli ossidi dipende fortemente dai numeri d’ossidazione degli elementi coinvolti che determinano le proprietà elettroniche della molecola composta. Metalli con stati d’ossidazione multipli permettono strutture complesse che influenzano la polarità dei legami ionici o covalenti presenti nell’ossido stesso.
Tale complessità spiega perché certi elementi come il manganese possono generare sia specie basiche sia specie acide a seconda dell’ambiente chimico circostante.
L’approccio alla classificazione degli ossidi richiede attenzione alle condizioni chimiche specifiche quali numero d’ossidazione dell’elemento centrale e ambiente reattivo (acido/base). La distinzione tra basi fortemente ioniche, anidridi non metalliche altamente reattive e composti anfoteri polivalenti risulta cruciale per interpretare correttamente fenomeni naturali ed applicazioni tecnologiche concrete.
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Ossido
[2] https://www.skuola.net/chimica/inorganica/chimica-nomenclatura.htm...
Sto generando il riassunto…