L’ozono è una forma allotropica dell’ossigeno avente formula molecolare \(O_{3}\), composta da tre atomi di ossigeno disposti ai vertici di un triangolo isoscele caratterizzato da un angolo di legame di \(116{,}78^\circ\), con lunghezze dei legami \(O-O\) di \(127{,}2\,pm\), valore intermedio tra il doppio legame tipico dell’ossigeno molecolare (\(121\,pm\)) e il singolo legame del perossido di idrogeno (\(149\,pm\)). La simmetria della molecola è del tipo \(C_{2v}\), simile all’acqua ma con caratteristiche elettroniche diamagnetiche nella fase gassosa e leggermente paramagnetiche nello stato liquido. Il momento dipolare misurato si colloca nell’intorno di \(0{,}53\,D\)-\(0{,}58\,D\), confermando la polarità della molecola dovuta alla distribuzione asimmetrica delle cariche formali derivanti dalla risonanza delle forme limite strutturali.
L’ozono è un gas azzurro chiaro dall’odore pungente agliaceo percepibile già alle concentrazioni superiori a \(0{,}1\,ppm\). La sua solubilità in acqua è di \(1{,}05\,g/L\) a \(0^\circ C\), molto superiore rispetto all’ossigeno biatomico (\(14{,}6\,mg/L\) a \(0^\circ C\)), mentre la condensazione avviene a temperature molto basse intorno ai −\(112^\circ C\), trasformandosi in liquido blu scuro che solidifica ulteriormente al raggiungimento dei −\(193{,}2^\circ C\). In condizioni pressurizzate l’ozono può essere liquefatto sotto la sua temperatura critica pari a −\(12{,}1^\circ C\), associata ad una pressione critica di \(54{,}6\,atm\) e volume critico di \(147{,}1\,mL/mol\). Queste fasi condensate sono estremamente instabili ed esplosive.
La formazione termodinamica dell’ozono dall’ossigeno biatomico è endotermica con variazione entalpica standard pari a
\[
\Delta H_f^\circ = +142{,}67\,kJ/mol
\]
indispensabile per spiegare la sua natura instabile e il rapido decadimento spontaneo verso l’ossigeno molecolare stabile. A \(20^\circ C\) il gas ha un tempo di dimezzamento di tre giorni.
L’ozono si genera naturalmente nell’atmosfera superiore soprattutto nella fascia stratosferica intorno ai \(25\,km\), dove svolge la funzione vitale di assorbire le radiazioni ultraviolette solari nei range compresi tra circa \(200\,nm\) e \(315\,nm\), con un picco di assorbimento a circa \(250\,nm\), coprendo le bande UV-C e UV-B lontano dal suolo terrestre.
Il ciclo fotolitico principale coinvolge specie azotate come biossido (\(NO_{2}\)) e monossido (\(NO\)) di azoto secondo il sistema ciclico:
\[
NO_{2} + h\nu \rightarrow NO + O_{\text{tripletto}}
\]
\[
O_{\text{tripletto}} + O_{2} (+ catalizzatore) \rightarrow O_{3} (+ catalizzatore)
\]
\[
NO + O_{3} \rightarrow NO_{2} + O_{2}
\]
Queste reazioni seguono dinamiche rapide ed equilibrate che regolano la concentrazione dello strato di ozono. L’intensità della radiazione solare influenza direttamente la velocità del processo fotolitico; inoltre l’intervento degli inquinanti organici volatili (COV) altera questo equilibrio favorendo accumuli o distruzioni anomale della specie ozonata.
L’ozono possiede un potere ossidante notevolmente superiore all’ossigeno biatomico tradizionale che lo rende estremamente efficace nel rompere legami chimici organici o inorganici tramite meccanismi radicalici o ionici.
La reazione caratteristica con ioduro potassico in soluzione acquosa,
\[
O_{3} + 2KI + H_{2}O \rightarrow I_{2} + 2KOH + O_{2}
\]
è alla base del metodo chimico più diffuso per la quantificazione dell’ozono nell’ambiente.
Analogamente l’interazione con altri composti come nitriti o solfiti avviene attraverso
\[
NaNO_{2} + O_{3} \rightarrow NaNO_{3} + O_{2}
\]
e
\[
3SO_{2} + O_{3} \rightarrow 3SO_{3}
\]
dimostrando l’efficacia del gas come agente ossidante versatile.
In ambito industriale si producono anche composti solidi ionici noti come ozonidi mediante reazione con metalli alcalini:
\[
K + O_{3} \rightarrow KO_{3}
\]
\[
KO_{2} + O_{3} \rightarrow KO_{3} + O_{2}
\]
che contengono lo ione ozonide \(O_{3}^{-}\).
Il forte potere ossidante fa sì che l’ozono venga impiegato ampiamente per disinfezione ambientale ed alimentare oltre che in ambito medico tramite tecniche come l'ozonoterapia. Tuttavia la sua elevata instabilità rende indispensabile produrlo sul momento mediante scariche elettriche o radiazioni UV inferiori ai \(200\,nm\).
In sanificazione ambientale sono richieste concentrazioni variabili tra i \(20\)-\(40\,ppm\) per periodi di \(30\)-\(60\) minuti, a seconda delle dimensioni dell'ambiente e del grado di contaminazione. È necessario attendere almeno \(30\)-\(60\) minuti dopo la fine del trattamento, arieggiando completamente l'ambiente prima di rientrare.
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Ozono
[2] https://www.a2c.it/blog/news-qualita-dellaria/metodi-di-misura-del...
[3] https://ozonoterapiaroma.it/cose-ozono-o3-ossigeno-ozonoterapia-roma/
[4] https://www.regione.vda.it/gestione/riviweb/templates/aspx/environ...
[5] https://www.chimica-online.it/composti/ozono.htm
Sto generando il riassunto…