I polimeri conduttori si distinguono per la loro capacità di trasportare corrente elettrica, caratteristica inusuale rispetto ai polimeri tradizionali che sono isolanti. Esistono polimeri estrinsecamente conduttori (ECP), resi tali tramite l'aggiunta di cariche (fino al 50% della massa totale) come polveri di metalli (rame, argento o oro) o grafite, e polimeri intrinsecamente conduttori (ICP). Questi ultimi sono costituiti da molecole con legami coniugati che, grazie alla loro struttura, possono essere classificati come semiconduttori. Essi presentano uno scheletro con legami σ e un sistema di orbitali p ortogonali che danno origine a legami π coniugati lungo tutta la catena, creando orbitali π delocalizzati. Questi orbitali generano bande elettroniche analoghe a quelle dei semiconduttori inorganici, consentendo una mobilità elettronica significativa.
L'energia del gap (Eg) tra la banda di valenza, costituita dagli orbitali π di legame, e la banda di conduzione, formata dagli orbitali π* di antilegame, diminuisce all'aumentare della lunghezza della coniugazione. Questo valore tende asintoticamente a un intervallo compreso tra 1.5 e 1.3 eV [1]. Tale intervallo è critico perché, a temperatura ambiente, non si verifica un’eccitazione spontanea alla banda di conduzione, rendendo necessario il drogaggio per ottenere conducibilità.
Il drogaggio nei polimeri conduttori viene effettuato durante la polimerizzazione ossidativa e si basa sull’introduzione controllata di cariche positive o negative che alterano lo stato elettronico del materiale. Nel caso del drogaggio "p", vengono aggiunte sostanze elettron-accettrici come iodio, cloruro di alluminio o cloruro ferrico che sottraggono elettroni al polimero, generando lacune positive distribuite lungo la catena. Queste cariche sono identificate come polaroni (carica +e, spin ½) e bipolaroni (carica +2e, spin 0), entità cariche delocalizzate su porzioni di alcune unità monomeriche, responsabili della conduzione elettrica grazie alla loro mobilità facilitata dalla struttura coniugata [1].
Nel drogaggio "n" invece si introducono specie elettron-donatrici come metalli alcalini in fase gassosa o ammoniaca liquida, che aumentano il numero dei vettori negativi nel sistema. In entrambi i casi si formano sistemi bipolaronici stabili: dicationici \[ \mathrm{P^{+}X^{-}} \] nel caso del drogaggio "p" e dianionici \[ \mathrm{P^{-}X^{+}} \] nel caso del drogaggio "n". Questi sistemi presentano un'elevata delocalizzazione elettronica accompagnata da una parziale struttura chinoide della catena polimerica. La formazione di queste specie determina la comparsa di livelli energetici tra la banda di valenza e quella di conduzione che, svolgendo un ruolo analogo ai livelli di Fermi nei metalli, sono responsabili della conducibilità.
La stabilizzazione delle cariche introdotte durante il drogaggio è affidata ai controioni negativi o positivi inseriti nella struttura polimerica. Questi controioni neutralizzano le cariche presenti sulle catene polimeriche e hanno un ruolo molto importante nella formazione di un polimero elettricamente attivo, per questo motivo sono anche detti agenti dopanti. Senza questa stabilizzazione elettrostatica, le cariche mobili si annullerebbero velocemente compromettendo l’effetto conduttivo.
Il primo esempio storico di polimero conduttore è il poliacetilene (PA), che ha aperto la strada allo studio dei materiali organici semiconduttori grazie alla sua struttura lineare con doppi legami alternati. Nonostante l’applicazione industriale limitata dovuta alla sua elevata reattività verso ossigeno e umidità atmosferica, il PA rimane un modello fondamentale per comprendere il comportamento elettronico nei sistemi coniugati.
Altri polimeri importanti includono il poliparafenilene (PPP), poly naftalendiimide-bitiofene (P(NDI2OD-T2)), poliparafenilensolfuro (PPS), poliparafenilenvinilene (PPV), nonché classici materiali come la polianilina (PANI), il polipirrolo (PPy), il politiofene (PT), il poliisotianafene (PITN) e il polietilenediossitiofene (PEDOT). Questi condividono la caratteristica della presenza di legami coniugati che ne conferiscono proprietà semiconduttrici ma possono essere resi conduttivi tramite opportuno drogaggio.
La libertà rotazionale attorno ai legami C-C dello scheletro consente a questi polimeri di assumere qualsiasi conformazione; tuttavia quella planare risulta favorita dal punto di vista elettronico perché permette la miglior sovrapposizione degli orbitali p dei singoli anelli, dando la maggior estensione di coniugazione. Questa sovrapposizione amplia l’estensione della nuvola elettronica coniugata lungo tutta la catena aumentando la mobilità delle cariche generate dal drogaggio.
Le elevate prestazioni elettroniche ottenute attraverso questi processi hanno trovato applicazione soprattutto nel campo dell'elettronica. L’importanza scientifica di questo campo è stata riconosciuta ufficialmente con l’assegnazione del Premio Nobel per la Chimica nel 2000 ad Alan J. Heeger, Alan G. MacDiarmid e Hideki Shirakawa, pionieri nello sviluppo dei materiali organici conduttivi [1].
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