Il processo Ostwald, brevettato nel 1902 da Wilhelm Ostwald, si basa sull'ossidazione catalitica dell'ammoniaca per produrre acido nitrico. Il primo stadio prevede la conversione dell'ammoniaca (\(NH_3\)) in monossido di azoto (NO) e acqua mediante un catalizzatore costituito da platino all'88%, rodio al 10% e palladio al 2%. Questo catalizzatore redox è essenziale per garantire elevata efficienza e selettività nella reazione esotermica
\[
{\ce {4 NH3 + 5 O2 ->4NO + 6H2O}}
\]
con un rilascio di calore pari a ΔH = −905,2 kJ/mol. L'elevata esotermicità permette l'autosostenimento termico del processo una volta avviato, in quanto il calore, trasformato in energia, viene sfruttato per alimentare il processo.
Il monossido di azoto prodotto viene immediatamente ossidato a biossido di azoto (NO₂) secondo la reazione:
\[
{\ce {2 NO + O2 -> 2 NO2}}
\]
che rilascia ulteriori −114 kJ/mol. A temperatura ambiente, il NO₂ tende a dimerizzare formando tetrossido di diazoto (N₂O₄):
\[
{\ce {2 NO2 -> N2O4}}
\]
Questa trasformazione è cruciale perché il N₂O₄ possiede proprietà chimiche più adatte alla fase successiva del processo.
Il tetrossido di diazoto viene assorbito in acqua con formazione simultanea di acido nitrico (HNO₃) e acido nitroso (HNO₂):
\[
{\ce {N2O4 + H2O -> HNO3 + HNO2}}
\]
anche questa reazione è esotermica con ΔH = −234 kJ/mol. L'acido nitroso intermedio non è stabile ed evolve ulteriormente:
\[
{\ce {3 HNO2 -> HNO3 + 2 NO + H2O}}
\]
rilasciando nuovo monossido di azoto che può ritornare nel ciclo ossidativo.
Una reazione collaterale indesiderata consiste nella combinazione dell'ammoniaca con l'ossido di azoto:
\[
{\ce {4 NH3 + 6 NO -> 5 N2 + 6 H2O}}
\]
questa conduce alla formazione di azoto molecolare (N₂), riducendo la resa in acido nitrico. Per limitarla si controlla attentamente il tempo di contatto tra i reagenti e il catalizzatore, minimizzando le perdite produttive.
L'ossido di azoto residuo viene rimosso dalla miscela tramite strippaggio o trattamenti chimici con NaOH o riduzioni catalitiche impiegando idrogeno, metano o syngas. L'acido nitrico ottenuto in soluzione acquosa viene concentrato per distillazione in colonne realizzate in ghisa siliciosa, spesso in presenza di acido solforico (H₂SO₄). Quest'ultimo sposta l'azeotropo formato tra l'acqua e l'acido nitrico permettendo concentrazioni più elevate.
Un metodo alternativo per ottenere acidi nitrici concentrati utilizza direttamente la produzione di N₂O₄ dal processo Ostwald seguita dalla reazione diretta:
\[
{\ce {N2O4 + H2O + 1/2 O2 -> 2 HNO3}}
\]
In questo procedimento si utilizza una soluzione diluita di acido nitrico già presente che agisce da catalizzatore migliorando l'efficienza complessiva rispetto all'impiego diretto dell'acqua pura.
Le molteplici reazioni esotermiche coinvolte rendono il processo Ostwald autoalimentante sul piano energetico. Il calore liberato viene recuperato per mantenere le condizioni operative ottimali senza necessità di fonti esterne significative. Questa caratteristica ha reso il metodo uno standard industriale consolidato per la sintesi dell'acido nitrico.
Il processo permette oggi la produzione continua di acidi nitrici con concentrazioni variabili dal diluito fino a percentuali comprese tra il 30% e il 50%. Tuttavia, i limiti principali risiedono nella gestione dei sottoprodotti gassosi tossici come gli ossidi di azoto che richiedono sistemi avanzati di abbattimento ambientale. Inoltre, la stabilità del catalizzatore deve essere monitorata costantemente per evitare decadimenti dovuti alle alte temperature operative.
La scelta dei materiali delle colonne distillanti è vincolata dalla necessità di resistenza alla corrosione sia da parte dell'HNO₃ sia dall'acido solforico utilizzato nel trattamento azeotropico. La ghisa siliciosa rappresenta una soluzione consolidata ma non universale in tutte le configurazioni impiantistiche.
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Questo quadro tecnico mostra come il processo Ostwald integri complesse sequenze chimiche ed esigenze ingegneristiche per garantire un'efficace produzione industriale dell'acido nitrico, elemento fondamentale nell'industria chimica moderna.
Sto generando il riassunto…