La teoria del campo dei ligandi si basa sull'interazione specifica tra gli orbitali atomici del metallo di transizione e quelli degli atomi o gruppi leganti ad esso coordinati. Questi legami non derivano da semplici attrazioni elettrostatiche ma dalla sovrapposizione e combinazione degli orbitali che generano orbitali molecolari a diversa energia e simmetria. Introdotta da Griffith e Orgel nel 1957, rappresenta un'estensione e implementazione della teoria del campo cristallino. Un metallo di transizione tipico mette a disposizione 9 orbitali atomici fondamentali (uno s, tre p e cinque d), mentre i ligandi contribuiscono con N orbitali corrispondenti al loro numero di coordinazione. La combinazione produce N orbitali molecolari leganti, 9-N non leganti e N antileganti [1].
Nel contesto ottaedrico, che rappresenta un caso emblematico con numero di coordinazione pari a 6, i sei ligandi si dispongono lungo gli assi cartesiani x, y e z. Il risultato è che gli orbitali molecolari di tipo σ dei ligandi si combinano prevalentemente con gli orbitali \(d_{z^2}\) e \(d_{x^2-y^2}\) del metallo, generando orbitali molecolari leganti e antileganti. Gli altri tre orbitali d (\(d_{xy}\), \(d_{xz}\), \(d_{yz}\)) rimangono invece non leganti in questa configurazione. Avvengono anche deboli interazioni di legame (e antilegame) con gli orbitali s e p del metallo che vanno a formare in totale 6 orbitali molecolari di legame (e 6 di antilegame). La tabella delle simmetrie molecolari sintetizza queste interazioni tramite le rappresentazioni \(a_{1g}\) (non degenere), \(t_{1u}\) (triplamente degenere) ed \(e_g\) (doppiamente degenere), dove le combinazioni lineari di orbitali σ sono espresse come:
\[
a_{1g} = \sigma_1 + \sigma_2 + \sigma_3 + \sigma_4 + \sigma_5 + \sigma_6
\]
\[
t_{1u} = \sigma_1 - \sigma_3, \sigma_2 - \sigma_4, \sigma_5 - \sigma_6
\]
\[
e_g = \sigma_1 - \sigma_2 + \sigma_3 - \sigma_4, 2\sigma_6 + 2\sigma_5 - \sigma_1 - \sigma_2 - \sigma_3 - \sigma_4
\]
Nessuna delle combinazioni degli orbitali σ dei ligandi risulta compatibile con la simmetria \(t_{2g}\) degli orbitali metallici, ciò implica che tali ultimi non partecipano direttamente al legame σ nel sistema ottaedrico [1].
Per riempire gli N orbitali molecolari leganti e i 9-N non leganti occorrono in tutto 18 elettroni; questa osservazione costituisce la base della regola dei 18 elettroni. Analogamente alla regola dell’ottetto per elementi s e p, tale configurazione elettronica corrisponde alla massima stabilità del complesso metallico. Tuttavia, la presenza di orbitali non leganti introduce eccezioni pratiche perché questi ultimi hanno un impatto limitato sulla stabilità generale del sistema [1].
L'energia di stabilizzazione del campo dei leganti (LFSE), indicata come \(Δ_o\), coincide in pratica con la differenza energetica tra gli orbitali HOMO e LUMO. Il valore di \(Δ_o\) varia significativamente in funzione della natura elettronica dei ligandi coinvolti, ricavabile dalla serie spettrochimica: se \(Δ_o\) è basso si ottiene una configurazione ad alto spin applicando la regola di Hund del semiriempimento; se invece \(Δ_o\) è elevato conviene riempire dapprima tutti gli orbitali a minore energia ottenendo complessi a basso spin. Questa dinamica determina proprietà magnetiche e reattività caratteristici per ogni complesso coordinativo [1].
Gli orbitali \(t_{2g}\) possono formare legami π con ligandi aventi orbitali di tale simmetria rispetto all’asse di legame metallo-ligando. I ligandi basici π (o π donatori) non possiedono alcun orbitale p o π* di energia inferiore vuoto e utilizzano i propri orbitali π pieni agendo da basi di Lewis; questi hanno energia inferiore rispetto agli orbitali d del metallo e provocano una diminuzione del \(Δ_o\) con gli HOMO \(t_{2g}\) che divengono antileganti. Esempi tipici includono \(H_2O\), \(Cl^-\) e \(SCN^-\).
Al contrario, i ligandi acidi π (o π accettori) utilizzano orbitali di simmetria π vuoti accettando elettroni dai \(t_{2g}\) e agendo da acidi di Lewis; questi orbitali hanno carattere antilegante ed energia più elevata degli orbitali d del metallo, quindi gli orbitali \(t_{2g}\) contraendo il legame chimico diventano leganti con il risultato di provocare un aumento del \(Δ_o\). Il fenomeno detto retrodonazione π rafforza ulteriormente il legame metallo-ligando incrementando sia \(Δ_o\) che la stabilità complessiva del complesso. Ligandi come CO o fosfine sostituite sono esempi rappresentativi di questa classe [1].
La descrizione dettagliata degli effetti della teoria del campo dei ligandi richiede attenzione particolare alle condizioni geometriche imposte dalla simmetria ottaedrica. Nel caso di altre simmetrie è comunque possibile ricavare la suddivisione degli orbitali e altre informazioni quali la degenerazione e la parità facendo riferimento alla letteratura specialistica [1].
Nonostante la robustezza teorica della regola dei 18 elettroni, molti complessi mostrano configurazioni elettroniche che deviano da questo ideale per motivi sterici o elettronici specifici. Orbitali non leganti spesso ospitano elettroni senza compromettere gravemente la stabilità sebbene modifichino proprietà chimico-fisiche cruciali [1].
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_campo_dei_ligandi
Sto generando il riassunto…